Per salvare l’identità delle comunità e dei territori, occorre un grande PIANO DI TUTELE da realizzare, da parte degli uffici statali deputati, con la collaborazione retribuita di professionisti e studiosi. Censimento, analisi, programmazione di recupero, recupero e in fine promozione sono le tappe obbligate di un siffatto piano statale, da mettere a punto e attuare con rigore, senza il quale gran parte dello straordinario patrimonio architettonico di età rinascimentale e moderna diffuso sul territorio italiano e non vincolato espressamente rischia di scomparire in pochissimo tempo. Altrettanto importante è prevedere, contestualmente, oculate eccezioni alla sostituzione edilizia e renderla meno conveniente del recupero, da supportare con contributi mirati.

La discrezionalità oggi vigente consente sia agli uffici tecnici comunali sia a quelli ministeriali preposti alla tutela di ‘stare a guardare’ mentre le ruspe abbattono, ad esempio, com’è accaduto due giorni fa, un complesso edilizio settecentesco con chiesa preesistente, quello di (San) Zaccaria o Zaccarino in territorio di Giugliano (NA). Nessuna cifra potrà restituire ai Giuglianesi quel tassello della loro identità territoriale e sociale fortunosamente sfuggito, fin qui, alle mire della speculazione edilizia forse solo per la prossimità ad alcune discariche che punteggiano il territorio comunale, a cominciare da Settecainiti. A Zaccaria, del palazzotto del barone Orineti con i suoi giardini, la chiesa di San Francesco d’Assisi (che fu parrocchia rurale fino agli anni ’40 del Novecento), le case a corte dei coloni, i mulini, il pozzo, restano solo le fotografie e i rilievi eseguiti dagli architetti che avevano dedicato le loro attenzioni ad uno dei più importanti complessi residenziali-produttivi dell’agro giuglianese. Altri, ad es. Casacelle, in questo momento potrebbero essere esposti al medesimo rischio.

Qualcosa non ha funzionato, con ogni evidenza, nel meccanismo della tutela e, al netto delle spiegazioni che le scriventi hanno chiesto ufficialmente alla Soprintendenza ABAP per l’Area metropolitana di Napoli e al Comune, temiamo di trovarci di fronte al solito ‘giochetto’: richiesta della Proprietà all’ufficio vincoli circa l’esistenza di un provvedimento di tutela diretta, risposta negativa dell’Amministrazione e… liberi tutti. La lettura dei documenti e l’analisi che ne faremo insieme alla Commissione prefettizia che guida il vasto e popoloso Comune napoletano diranno come sono andate le cose e se sono stati commessi degli illeciti.

Una ferita tanto più dolorosa perché appare priva di giustificazioni, ma evidentemente non è così per tutti. E non mi riferisco solo alla Open Project Srl, che fiera rivendica la demolizione di quei “volumi fatiscenti”, né solo ai ‘fortunati’ acquirenti delle villette con piscina del nuovo e scintillante Borgo Zaccaria. La percezione diffusa del valore di tasselli di storia come il complesso edilizio demolito a Giugliano è ancora di là da venire e si rischia, perciò, che molto altro vada perduto prima che analoghe aggressioni al patrimonio culturale comincino a destare allarme sociale e siano percepite interamente per ciò che sono: reati nei confronti di ciò che ciascun individuo ha di più caro, cioè la memoria delle proprie radici, quella che ci aiuta a collocarci nel tempo e a dare il giusto valore alle esistenze e responsabilità personali. Se non coltiviamo la forza spirituale della cultura vedremo molti altri scempi; se non ci sentiamo responsabili come individui di tutto ciò che accade, lasceremo ai posteri un mondo molto più povero di quello che abbiamo conosciuto.

Mariolina Castellone – Margherita Corrado (M5S Senato)

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