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Sul confine italo-sloveno i migranti e i richiedenti asilo vengono rispediti indietro, lungo la rotta balcanica.
Mentre il ministero dell’Interno gioca a carte coperte

È uscito il numero di settembre di Altreconomia

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Milano, 1 settembre 2020 – Sui respingimenti di migranti e richiedenti asilo al confine con la Slovenia, il ministero dell’Interno italiano nega le carte. Mentre rivendica le “riammissioni informali” e i “rintracci”, intensificati da maggio 2020, il Viminale infatti non diffonde la circolare “fonte” delle procedure di riammissione alla frontiera, firmata dall’ex capo di gabinetto del ministro Lamorgese, Matteo Piantedosi, da agosto nuovo prefetto di Roma.

È quanto ricostruisce l’inchiesta di copertina del nuovo numero di Altreconomia di settembre 2020, “Respinti alla luce del sole”. L’approfondimento, accompagnato da un reportage del photoreporter Valerio Nicolosi, indaga su quanto succede sul confine, dove i migranti provenienti dalla “rotta balcanica” sono vittime di estreme violazioni dei diritti umani. Una terribile catena in cui, dopo la Slovenia, i migranti sono respinti in Croazia e infine in Bosnia ed Erzegovina, senza la possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale e senza che venga consegnato loro alcun provvedimento formale di respingimento.

Si occupa di diritti anche il reportage da Città del Messico a cura di Caterina Morbiato, l’apertura del “primo tempo” della rivista. È il racconto della lotta per la sopravvivenza dei riders nella capitale messicana, dove i fattorini che lavorano per le piattaforme digitali di food delivery rischiano la vita per effettuare le consegne. In bicicletta o in moto fino a 15 ore al giorno per poco più di 1,60 euro, sono vittime di incidenti stradali in una città governata da camion e macchine. Dal 2018 Ni Un Repartidor Menos, il primo collettivo messicano di lavoratori di applicazioni, rivendica la sicurezza sul lavoro supplendo all’assenza delle imprese.

Nel “secondo tempo” si continua a parlare di forme di organizzazione dal basso nell’approfondimento sulle nuove comunità energetiche scritto da Marianna Usuelli: in Europa, Italia compresa, aumentano le iniziative guidate dai cittadini per superare gli ostacoli ai lavori di eco-efficientamento degli edifici, responsabili del 36% delle emissioni europee di gas serra. Un viaggio attraverso le realtà che propongono alternative, dal progetto Enenterre in Francia fino a Padova, dove la cooperativa ènostra è tra i promotori del progetto pilota di social-housing “Qui abito”.

Riflette sui pericoli della democrazia diretta l’intervista di Pietro Raitano al costituzionalista Francesco Pallante. L’autore del saggio “Contro la democrazia diretta” spiega quali sono le criticità dell’autogoverno. Un mito ancora affascinante, come mostra la storia degli ultimi 30 anni in cui in modo progressivo si è assistito alle riforme che hanno portato all’elezione diretta dei sindaci e dei governatori regionali, e al referendum sul sistema elettorale maggioritario. Ma che, per Pallante, contiene un problema concettuale: la democrazia non è decisione ma discussione per ottenere un compromesso. Altrimenti “è tirannia della maggioranza, potere della folla”. Un’intervista preziosa in vista del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari del 20-21 settembre.

Analizza il ruolo della poesia nelle Primavere arabe l’intervista di Marta Facchini a Silvia Moresi, autrice insieme a Chiara Comito di “Arabpop”. Nelle rivolte che hanno attraversato Tunisia, Egitto, Siria, Libia e Yemen nel 2011, le parole dei poeti arabi classici e moderni sono state utilizzate per unire le folle che scendevano in piazza contro i regimi dittatoriali. Reinterpretati, i versi sono diventati slogan di protesta e hanno continuato a influenzare la produzione letteraria e artistica successiva.

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