Spett.le Redazione,

ancora una volta il regime azero (che ha molti interessi economici con l’Italia ma rimane una dittatura a tutti gli effetti) rilancia la propria propaganda fondata su false asserzioni storiche e politiche come si evince dal pezzo del 14 settembre u.s. (sugli “insediamenti illegali degli armeni”) da voi pubblicato.

Dopo aver innescato violenti scontri al confine con l’Armenia nello scorso luglio (e l’ambasciatore azero in Italia ancora non ha risposto alle nostre domande sulla presenza di uomini e mezzi del suo Paese nella buffer zone…), dopo aver minacciato di bombardare la centrale armena di Metzamor (sic!), dopo aver sfidato le organizzazioni internazionali allestendo pericolose esercitazioni militari turco-azere a pochi chilometri dal confine con l’Armenia, l’Azerbaigian se la prende ora con una (una!) povera famiglia di sfollati armeni che ha dovuto lasciare Beirut avendo perso casa e averi nella terribile esplosione del porto.

Il concetto di solidarietà è davvero sconosciuto a questa dittatura che continua ad avere le carceri piene di oppositori politici e giornalisti.

Se l’Azerbaigian volesse veramente la pace, non farebbe continuo ricorso a campagne di retorica e di disinformazione e si metterebbe, insieme alle parti in causa, intorno al tavolo negoziale, così come auspicato dall’Armenia e dalla comunità internazionale, cercando di trovare senza precondizioni, la migliore soluzione di compromesso per il benessere del suo popolo e di quello dei suoi vicini.

Consiglio per la comunità armena di Roma

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