Ci risiamo! Ieri, a Marigliano (NA), oggetto di un’interrogazione al ministro Franceschini (ormai in procinto di essere pubblicata) per alcune decisioni incomprensibili della Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli, si è assistito allo sventramento di un altro edificio settecentesco: il cd. Palazzo della Maddalonese di Via Vincenzo Caliendo, nell’antico borgo di Lausdomini.

Il Palazzo, già riconoscibile nella cartografia storica di Rizzi Zannoni (1794), benché disabitato, non era fatiscente ma in buono stato di conservazione, perché consolidato con i SOLDI PUBBLICI del post-terremoto del 1980. “La sua bellissima corte interna lastricata, i forni, il torchio, le scale e i portali in pietra, l’intreccio di archi dell’androne, gli spegni-torcia in piperno scolpito e gli artistici pulisci-stivali, che i proprietari utilizzavano scendendo da cavallo, incantavano chiunque”, mi scrive l’associazione culturale locale che mi ha segnalato, questa notte, lo scempio. Più volte, inoltre, il palazzo era stato utilizzato per offrire suggestivo alloggio a mostre e presepi viventi; c’era anche il progetto di allestirvi stabilmente un museo della civiltà contadina, idea ormai sfumata, anzi polverizzata…

Esisterebbe una lettera della Soprintendenza sopra citata, inviata all’Ufficio Tecnico comunale di Marigliano, in cui si manifestava la volontà di procedere con una serie di istruttorie di verifica dell’interesse culturale ed eventuale vincolo, compresa quella dell’edificio in oggetto. Ammesso sia vero, le intenzioni della macchina ministeriale, lenta per sua natura e resa inefficace dall’ormai atavica carenza di personale, sono state purtroppo superate dai fatti. Le stesse scusanti non valgono, però, per gli amministratori locali: l’arroganza dei politici palazzinari e dei palazzinari con interessi politici è ormai sconfinata e non può essere un caso che il Consiglio Comunale di Marigliano, oggi commissariato dal dott. Roberto Esposito (perché il Sindaco è stato recentemente arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso), avesse un’altissima concentrazione di immobiliaristi e titolari di imprese di costruzioni e/o produttori di calcestruzzo.

Persino le modalità di esecuzione della demolizione del Palazzo della Maddalonese sono state da Far West, e per cosa?! Per fare spazio ad una nuova lottizzazione: un residence dal nome beffardo (Hortus), pubblicizzato come “Il luogo dove mettere radici”, che è uno schiaffo ulteriore al buon senso e al diritto della comunità ad avere un passato in cui riconoscersi, invece di essere solo figlia del cemento e dell’alluminio. Sarà stato poi un caso, non c’è dubbio, che lo scorso anno il Comune abbia proceduto alla riqualificazione di un tratto limitato di Via Caliendo, rifacendo il manto stradale e i marciapiede proprio dove ora si accingono a spuntare, ai due lati della strada, demoliti gli edifici preesistenti, le lottizzazioni Hortus e Petra, che fanno capo allo stesso gruppo imprenditoriale (Tramontano Group).

Sine verbis.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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