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Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” esprime preoccupazione per il viaggio che un gruppo di parlamentari italiani ha appena compiuto in Azerbaigian e delle dichiarazioni faziose anti-armene pronunciate dai rappresentanti eletti della Repubblica.

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La scelta di prendere parte al tour promozionale nei territori conquistati militarmente, allestito dalla dittatura azera a poche settimane dalla fine della guerra nel Nagorno Karabakh scatenata dallo stesso regime azero con l’appoggio della Turchia e di mercenari jihadisti rischia di pregiudicare l’attività diplomatica della repubblica italiana che fa parte del Gruppo di Minsk dell’Osce.

La  delegazione di deputati e senatori, guidata dal vice-Presidente della camera Ettore Rosato (PD) e composta da On Ettore Rosato  (Italia Viva), capo delegazione, Sen. Alessandro Alfieri  (PD), On. Rossana Boldi  (Lega), On. Pino Cabras (M5S), Sen. Gianluca Ferrara  (M5S), Sen. Maria Rizzotti  (Forza Italia), Sen. Adolfo Urso   (Fratelli d’Italia) ha avallato con dichiarazioni pubbliche la narrazione storica e politica azera del regime di Aliyev e non ha esitato a mettersi in posa con il dittatore per una sorridente foto ricordo.  I parlamentari italiani hanno taciuto sulle responsabilità azere per aver scatenato l’invasione militare, aver coinvolto le forze armate turche e migliaia di jihadisti provenienti dalla Siria. Essi hanno taciuto sull’utilizzo, per tutta la durata della guerra, di bombe al grappolo e al fosforo bianco contro la popolazione civile armena. Non hanno chiesto al dittatore azero della sorte di centinaia di prigionieri civili e militari detenuti e torturati in Azerbaijan, la cui restituzione, contemplata nell’accordo di tregua firmato più di un mese fa sta tardando. Non hanno chiesto spiegazioni sulle decapitazioni di soldati armeni e esecuzioni sommarie di civili armeni da parte delle truppe regolari azere. Fatti filmati e distribuiti sulle reti sociali dagli stessi carnefici.

Tutto ciò veniva denunciato dalla stampa nazionale e internazionale, da organizzazioni internazionali e ONG del calibro di Human Rights Watch e Amnesty International. I nostri rappresentanti eletti non potevano non sapere. Essi hanno preferito tacere.

«In quanto cittadini italiani di origine armena, riteniamo – afferma il Consiglio per la comunità armena di Roma – che questa scelta di campo sia assolutamente inopportuna e pericolosa in quanto rafforza la convinzione della leadership azera che con l’uso della forza è possibile ottenere conquiste territoriali concrete senza alcun timore di ripercussioni internazionali e pone l’Italia fuori da quella posizione di equidistanza raccomandata dai negoziatori internazionali dell’Osce, di cui l’Italia è membro.

Sempre in quanto cittadini italiani di origine armena, vorremo anche sapere se la missione dei deputati è stata sovvenzionata con i soldi dei contribuenti italiani o se il viaggio è stato pagato dal Paese ospitante».

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

On Ettore Rosato(Italia Viva), capo delegazione, Rosato_E@camera.it,

Sen. Adolfo Urso(Fratelli d’Italia), adolfo.urso@senato.it,

Sen. Maria Rizzotti(Forza Italia), maria.rizzotti@senato.it,

Sen. Gianluca Ferrara(M5S), Gianluca.ferrara@senato.it,

Sen. Alessandro Alfieri(PD)  alessandro.alfieri@senato.it

On. Rossana Boldi(Lega), Boldi_R@camera.it,

On. Pino Cabras (M5S) cabras_P@camera.it,

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