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RICORDARE IL PASSATO, VIGILARE IL PRESENTE, TEMERE IL FUTURO

 

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Nel 108° anniversario dell’inizio del genocidio (24 aprile 1915) che causò la morte di un milione e mezzo di armeni, associazioni e comunità armene in Italia ribadiscono il fondamentale valore della Memoria come strumento necessario ad impedire nuove tragedie e ad educare le giovani generazioni al rispetto e alla tolleranza.

L’indifferenza, o peggio la negazione, elevano la barbarie ad atto ammissibile. L’equidistanza tra vittime e carnefici si trasforma in complicità con i secondi.

Per tali ragioni, ancora una volta, gli Armeni – in Italia e in ogni continente – ricordano la Giornata della Memoria armena e ringraziano quanti si uniscono a loro nel momento del raccoglimento.

Un filo rosso sangue unisce però il “Grande male” del 1915 all’attualità.
Le minacce dell’Azerbaigian rivolte verso gli armeni del Nagorno Karabakh-Artsakh (da oltre quattro mesi isolati dal resto del mondo a causa del blocco dell’unica strada di collegamento con l’esterno) e le pretese territoriali sulla stessa repubblica di Armenia richiamano le teorie nazionaliste dei Giovani Turchi e mettono a rischio la sicurezza delle popolazioni.

L’occupazione di porzioni del territorio sovrano della repubblica di Armenia, i recenti attacchi militari con conseguente sacrificio di centinaia di vite, unitamente alla consueta retorica minacciosa dell’autocrate Aliyev, sono un pericolo per il popolo armeno ma anche per tutti quei popoli che credono nei valori della democrazia e dell’autodeterminazione.

Per questi motivi, il ricordo del genocidio armeno del 1915 assume un valore che va oltre la mera ricorrenza storica.

Associazioni e comunità armene in Italia confidano che cittadini e istituzioni italiane dimostrino ancora una volta vicinanza al popolo armeno.

Coordinamento delle organizzazioni armene in Italia

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