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Napoli: il Vomero sta cadendo a pezzi. Fate presto!

Occorre subito monitorare tutto il territorio con il georadar

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            ” I continui dissesti che si stanno verificando, da un mese a questa parte, nel quartiere Vomero, il primo in via Solimena, il secondo in via Morghen, poi in via Kerbaker e per ultimo, almeno per il momento, in via Bonito, dove si un nuovo preoccupante avvallamento, che, in attesa delle necessarie verifiche, è stato al momento transennato, rappresentano l’ennesima ripetizione di un film che a Napoli, e sulla collina vomerese in particolare, si è già visto più volte, senza che i problemi a monte di questi eventi, che, per mera fortuna, non si trasformano in tragedie, vengano risolti ” . Esordisce Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, che sta seguendo da vicino l’evolversi degli eventi giorno per giorno.

 

            ” Ricordo, solo per esemplificare – puntualizza Capodanno -, quando accadde in via Orsi a metà ottobre del 2022. Anche in quel caso, per un cedimento strutturale, si dovette procedere alla chiusura della strada e all’allontanamento degli abitanti dell’edificio interessato. Tornando agli eventi più recenti, che hanno comportato lo sgombero di numerose famiglie del fabbricato in via Solimena, 113, e dell’edificio in via Morghen, 63, per un tempo che, allo stato, non può essere definito, dal momento che sono ancora in corso gli accertamenti per verificare l’entità dei danni e stabilirne le cause, permangono i contraccolpi della chiusura di due arterie fondamentali, con conseguente caos per il traffico, specialmente nei fine settimana “.

 

            ” A risentire – sottolinea Capodanno –  sono anche le attività commerciali, i cui incassi si sono fortemente ridotti. Ma l’aspetto da focalizzare prioritariamente è: cosa fare per prevenire questi eventi, anche per evitare tragedie, con possibile perdita di vite umane? “.

 

            ”  La strada da seguire è semplice – suggerisce Capodanno -. Si tratta, in immediato, di effettuare il monitoraggio di tutte le strade del quartiere collinare attraverso il georadar, una tecnica rapida e non invasiva che, nel sottoporre a una sorta di radiografia il sottosuolo,  individua, tra l’altro, eventuali rotture dello scheletro, costituito dalle condotte idriche e fognarie presenti. Un tecnica già adottata altrove con ottimi risultati, peraltro con costi contenuti “.

 

            ” Un altro aspetto da considerazione, a medio e a lungo termine – aggiunge Capodanno – , è la necessità di procedere, sempre in relazione al suddetto scheletro, a un monitoraggio continuo delle condotte idriche, con l’utilizzo di moderne tecnologie che consentano il controllo da remoto della rete, in modo da poter intervenire tempestivamente, nel caso che si manifestino delle perdite. Ci auguriamo che, alla luce degli ultimi eventi, si voglia procedere nella direzione indicata, evitando così che il Vomero, il cui sottosuolo di recente sta manifestando notevole fragilità, possa continuare a essere additato come “quartiere groviera” “.

 

            Sulle questione sollevate Capodanno sollecita gli uffici competenti, affinché, ciascuno per le proprie competenze, anche al fine di evitare il diffondersi di una sorta di psicosi che sta investendo gli abitanti del popoloso quartiere collinare, con l’ansia di poter essere sfrattati da un momento all’altro, a seguito di eventuali ulteriori cedimenti o voragini.

 

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