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YEMEN, A 9 ANNI DAL CONFLITTO LA SITUAZIONE UMANITARIA È DRAMMATICA: MANCANO CIBO, ACQUA, SERVIZI IGIENICI E SANITARI. IN AUMENTO DISTURBI MENTALI SFRUTTAMENTO MINORILE.

AZIONE CONTRO LA FAME: NONOSTANTE I BISOGNI CRESCENTI, I FINANZIAMENTI SONO IN CALO E LA POPOLAZIONE RISCHIA DI ESSERE ABBANDONATA NELLA MORSA DI VIOLENZA E POVERTÀ!

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Il 26 marzo 2015 scoppiava la guerra in Yemen. Dopo 9 anni di conflitto che ha causato la morte di quasi 377.000 persone – vittime dirette e indirette delle ostilità – il Paese continua ad affrontare una delle peggiori crisi umanitarie del mondo.

Nel 2023, secondo le Nazioni Unite[1], 21,6 milioni di persone avevano bisogno di aiuti umanitari. Anni di combattimenti hanno esacerbato le vulnerabilità preesistenti, portando al collasso dei servizi pubblici essenziali e delle attività economiche e aumentando la dipendenza dagli aiuti umanitari.

Oggi agli yemeniti mancano cibo, acqua, accesso all’assistenza sanitaria di base e alla salute mentale, mentre il calo dei finanziamenti e le tensioni regionali minacciano di peggiorare ulteriormente le loro condizioni di vita.

I NUMERI DELL’EMERGENZA UMANITARIA

  • FAME E MALNUTRIZIONE

Sotto l’impatto combinato del conflitto e del declino economico, lo Yemen continua a sperimentare livelli critici di insicurezza alimentare. Nel 2023, 17 milioni di yemeniti erano in condizioni di insicurezza alimentare, mentre il tasso di malnutrizione acuta tra le donne e i bambini rimaneva tra i più alti al mondo, colpendo 1,3 milioni di donne incinte o in allattamento e 2,2 milioni di bambini sotto i 5 anni che necessitavano di cure per la malnutrizione acuta[2].

Con le risorse alimentari nazionali insufficienti a soddisfare le esigenze della popolazione, il Paese dipende in larga misura dalle importazioni di cibo. Tuttavia, il deprezzamento del rial yemenita rispetto al dollaro statunitense, l’aumento dei prezzi di mercato, la mancanza di opportunità di lavoro e i bassi salari hanno reso inaccessibili i prodotti alimentari essenziali per gran parte della popolazione.

Di conseguenza, molte famiglie si stanno indebitando, mentre altre sono costrette a limitare la quantità di cibo che consumano e a ricorrere ad alimenti di scarsa qualità nutrizionale.

“Quando ci accorgiamo che alcuni prodotti stanno per finire, riduciamo i pasti fino alla prossima distribuzione di cibo. A volte la famiglia dorme a stomaco vuoto”, racconta un uomo, padre di sei figli, tra cui Zakia, una bambina di un anno in cura per malnutrizione acuta nel governatorato di Hajjah. Non è raro che gli adulti, in particolare le madri, si privino del cibo per darlo ai figli. Nei casi più estremi, la totale mancanza di risorse incoraggia il ricorso al lavoro minorile o il reclutamento di bambini nei gruppi armati[3].

  • ACQUA E IGIENE

Il deterioramento della qualità dell’acqua – dovuto alle difficoltà economiche che impattano sulle attività di trattamento delle acque – e gli ingenti danni alle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, in particolare nelle aree colpite dal conflitto, continuano a ostacolare l’accesso all’acqua potabile e per gli usi domestici per quasi 15,3 milioni di yemeniti. Questa mancanza di accesso alle risorse idriche e ai prodotti per il trattamento dell’acqua aumenta il rischio di epidemie legate alla contaminazione, come il colera, che ha già avuto un impatto particolarmente devastante dal 2016 al 2019[4].

  • SERVIZI SANITARI

La lontananza dei centri sanitari, l’indisponibilità di molti servizi e l’alto costo delle cure sono i principali ostacoli all’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità e al trattamento della malnutrizione in modo rapido ed efficace[5]“Prima dell’apertura del centro sanitario di Duban[6], avevamo difficoltà a ottenere servizi sanitari e nutrizionali. Non c’è un’unità sanitaria vicino al nostro villaggio e non abbiamo soldi per andare in ospedale con i nostri bambini malati. Così siamo rimasti lì, impotenti e addolorati”, spiega il padre di Zakia.

  • DISTURBI MENTALI

Il perdurare del conflitto, gli sfollamenti forzati, il deterioramento della situazione economica, la povertà e la scarsità di cibo stanno esacerbando la diffusione dei disturbi mentali, che colpiscono tutte le comunità e gli strati sociali del Paese[7]. Oggi, più di un quarto degli yemeniti – oltre 8 milioni di persone – soffre di disturbi mentali[8] come depressione, disturbo da stress post-traumatico e schizofrenia.

Nonostante la portata di questa crisi che investe la salute pubblica, nello Yemen non esiste un programma nazionale di salute mentale e solo il 10% delle strutture sanitarie primarie ha personale formato per identificare o trattare i disturbi mentali.  Lo stigma che circonda la salute mentale ritarda il trattamento e, svalutando le professioni correlate, scoraggia la formazione degli studenti.

L’INTERVENTO DI AZIONE CONTRO LA FAME

Nel 2022, Azione contro la Fame ha fornito aiuti essenziali a più di 388.940 persone (229.205 donne e 159.735 uomini) ad Aden, Al Khawkah, Hodeida, Hajjah e Abyan.

Le nostre azioni mirano a migliorare lo stato di salute e nutrizionale delle popolazioni vulnerabili, a sostenere la riabilitazione delle infrastrutture sanitarie e l’accesso all’acqua potabile e all’igiene, e a fornire sostegno psicologico e psicosociale alle persone colpite da violenze e abusi.

Come altre organizzazioni umanitarie, operiamo in un contesto di insicurezza e affrontiamo numerosi ostacoli burocratici nella consegna degli aiuti, in particolare nel nord-ovest del Paese. Inoltre, le numerose restrizioni alla libertà di movimento delle operatrici umanitarie nazionali (mahram) compromettono la consegna degli aiuti a donne e ragazze.

Nonostante i crescenti bisogni umanitari, la capacità di intervento delle organizzazioni umanitarie è limitata dal calo dei finanziamenti: nel 2023, solo il 32% delle richieste di finanziamento era stato soddisfatto. In particolare, la mancanza di fondi ha costretto il Programma alimentare mondiale (PAM) ad annunciare una “pausa” nel programma di assistenza alimentare generale (GFA), con un impatto su 9,5 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare nel nord dello Yemen. A seguito di questa riduzione degli aiuti alimentari, si prevede un peggioramento del livello di emergenza alimentare (fase 4 dell’IPC) in diversi governatorati sotto le autorità di Sana’a, dove più della metà della popolazione ha ricevuto assistenza umanitaria, nel periodo compreso tra febbraio e maggio 2024[9].

La recrudescenza delle ostilità nel Mar Rosso e in territorio yemenita dopo l’offensiva di Israele contro Hamas, che ha frenato gli sforzi di pace, e la recente designazione degli Houthi come organizzazione terroristica da parte dell’amministrazione Biden minacciano di mettere la popolazione in una morsa. Nei prossimi mesi, ciò potrebbe far aumentare ulteriormente i prezzi, interrompere le catene di approvvigionamento e la consegna di aiuti umanitari vitali.

 

FOTO RIPRODUCIBILI CITANDO I SEGUENTI CREDITS

  1. © Florian Seriex per Azione contro la Fame (Bimbo malnutrito in Yemen).
  2. © Florian Seriex per Azione contro la Fame (Bambini yemeniti presso un centro di distribuzione d’acqua).
  3. © Nada Al-Saqaf per Azione contro la Fame (Due sorelle con i loro bimbi malati, nella struttura sanitaria di Almakhzan).

[1] https://www.unocha.org/publications/report/yemen/yemen-humanitarian-response-plan-hrp-2024-january-2024

[2] https://reliefweb.int/report/yemen/battling-malnutrition-yemen-helping-children-recover-and-thrive

[3] https://reliefweb.int/report/yemen/acaps-thematic-report-yemen-coping-strategies-al-habilin-and-al-jiblah-09-february-2024

[4] L’epidemia di colera nello Yemen è una delle peggiori della storia recente, con quasi 2,5 milioni di casi e circa 4.000 morti.

[5] HeRAMS, 2021.

[6] Il centro sanitario di Duban si trova nel governatorato di Hajjah ed è sostenuto da Azione contro la Fame.

[7] Un sondaggio condotto da Azione contro la Fame tra il 20 novembre e il 7 dicembre nei governatorati di Marib, Abyan, Lahj e Al Hudaydah rivela che i problemi psicologici sono dovuti principalmente al conflitto e al deterioramento della situazione economica.

[8] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6734841/

[9] Con l’interruzione dell’assistenza, alcune aree passeranno all’emergenza (IPC fase 4) | FEWS NET

 

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