Advertisement

THE DREAMERS

58th October Salon | Biennale di Belgrado 2021

Advertisement

nel racconto dei curatori Ilaria Marotta e Andrea Baccin

 

L’apertura di The Dreamers ha dato fiato a una polifonia di voci e a un sorprendente ritmo di opere, grazie al coinvolgimento di oltre 60 artisti che ha dato un giro di volta allo storico October Salon, nato nei primi anni Sessanta.

Con questa edizione abbiamo portato molti degli artisti a lavorare sulla città, negli spazi pubblici, nel parco del Museo della Yugoslavia, e persino nelle abitazioni private, attivando collaborazioni con piattaforme media come la tv serba RTS3 e Radio Belgrade Channel 2, muovendoci negli spazi del Cultural Centre di Belgrado e in quelli della venue principale il Belgrade City Museum, storico edificio militare dal fascino decadente.

 

David Horvitz, Give Us Back Our Stars, 2020-2021. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. Courtesy: the artist and ChertLüdde, Berlin. Photo credit: Nemanja Knežević

 

Sulla facciata del palazzo campeggia imponente la bandiera realizzata da David Horvitz, Give Us Back Our Stars, cucita a mano da Shkurte Halilaj, la madre di Petrit Halilaj, artista che ha rinunciato alla propria partecipazione a causa del fatto che il Kosovo, suo paese di nascita, non sia riconosciuto dalla Serbia. Un’opera che rappresenta un po’ il simbolo del valicamento nel mondo dei sogni, una soglia che viene varcata entrando nel portone dell’edificio e indica un attraversamento storico, geografico, politico e culturale.

 

Alex Israel, Sky Backdrop Billboard, 2021. THE DREAMERS, Site-specific billboard, 58th October Salon, 2021. Courtesy: the artist and Almine Rech. Photo credit: Nemanja Knežević

Come le porte di The Matrix la mostra porta il visitatore in mondi diversi e paralleli, che vivono “ovunque e ora”.

Aleksandra Domanović, Portret Dame u Vatri, 2021. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. Courtesy: the artist. Photo credit: Nemanja Knežević

 

La mostra presenta la premiere mondiale di importanti produzioni di artisti con i quali abbiamo attivato lunghe collaborazioni: e così il cielo losangelino di Alex Israel spicca con i toni dell’azzurro e del rosa nel cielo afoso di Belgrado, mentre la costellazione di poster di Aleksandra Domanović, che si palesa inaspettatamente in ogni angolo della città, mette in discussione la capacità di osservazione dello spettatore, e ci ricorda la convivenza di lingue e culture diverse nell’area dei Balcani.

 

Max Hooper Schneider, That Which Blossoms Within the Pavilion Neither In the Sky Nor On Earth (The Veela), 2021. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. Courtesy: Maureen Paley, London and High Art, Paris. Photo credit: Djordje Petkovic

Le performance hanno ritmato i giorni di apertura come l’incursione notturna di Max Hooper Schneider e della band locale Pshycotherapyche che ha aperto ufficialmente il Salon, quelle delle artiste serbe Sanja Ćopić e Sonja Radaković, quella di Davide Balula in cui performer in fattezza di uccelli si mischiavano al pubblico, o quella di Invernomuto realizzata al Branko’s Bridge.

 

Sanja Ćopić, It is important that you are aware of everything at all times (expanded), 2021. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. Courtesy: the artist. Photo credit: Nemanja Knežević

L’emozione ha tradito anche noi attraversando il corridoio di dentature di Wong Ping, le pareti rocciose di Jean-Marie Appriou, la foresta incantata di Daniel Steegman Mangranée, il mondo fiabesco di Precious Okoyomon, o la stanza assoluta di Claudia Comte, opere che sembrano parlarci da sempre, che toccano le corde più autentiche, i legami familiari, la sfera animale, l’ignoto.

 

Claudia Comte, Heatwave and Melting Snake, 2021. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. Courtesy: the artist, Gladstone Gallery, New York/Brussels, and König Galerie, Berlin/London. Photo credit: Nemanja Knežević

Il suono è tra i protagonisti della mostra, in un equilibrio di risonanze, di pieni e di vuoti, di voci e rumori, in una eco che accompagna il pubblico in tutto il percorso, tra le note melodiche di Blue Moon di Alex Da Corte che invadono gli spazi del museo, le strade di Belgrado e ogni sera alle 20.55 (su RTS3) le abitazioni private, o l’installazione di Pierre Huyghe, che nell’echeggiare John Cage (Dream, 1948) crea, con i suoi 48 wind chime allestiti tra gli alberi del parco del Museo della Yugoslavia, un mondo di magia, un bosco incantato, un luogo sospeso…

 

Pierre Huyghe, After Dream, 1997. THE DREAMERS, Installation view, 58th October Salon, 2021. © Pierre Huyghe. Photo credit: Nemanja Knežević

 

ARTISTI PARTECIPANTI

Jean-Marie Appriou, 1986; Marija Avramoviće Sam Twidale, 1989/1988; Trisha Baga, 1985; Davide Balula, 1978; Will Benedict, 1978; Cecilia Bengolea, 1979; James Bridle, 1980; Dora Budor, 1984; Elaine Cameron-Weir, 1985; Ian Cheng, 1984; Claudia Comte, 1983; Sanja Ćopić, 1992; Matt Copson, 1992; Vuk Ćosić, 1966; Vuk Ćuk, 1987; Alex Da Corte, 1980; Jeremy Deller e Cecilia Bengolea, 1966/1979; Simon Denny, 1982; Nicolas Deshayes, 1983; DIS (Lauren Boyle, Solomon Chase, Marco Roso, David Toro), 2010; Aleksandra Domanović, 1981; David Douard, 1983; Cécile B. Evans, 1983; Cao Fei, 1978; Cyprien Gaillard, 1980; Nenad Gajić, 1982; Camille Henrot, 1978; David Horvitz, 1974; Klára Hosnedlová, 1990; Marguerite Humeau, 1986; Than Hussein Clark, 1981; Pierre Huyghe, 1962; Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), 2003; Alex Israel, 1982; Melike Kara, 1985; Nadežda Kirćanski, 1992; Josh Kline, 1979; Oliver Laric, 1981; Mark Leckey, 1964; Hannah Levy, 1991; Hana Miletić, 1982; Ebecho Muslimova, 1984; Katja Novitskova, 1984; Precious Okoyomon, 1993; Wong Ping, 1984; Sonja Radaković, 1989; Jon Rafman, 1981; Anri Sala, 1974; Bojan Šarčević, 1974; Max Hooper Schneider, 1982; Augustas Serapinas, 1990; Igor Simić, 1988; Marianna Simnett, 1986; Emily Mae Smith, 1979; Colin Snapp con Mauro Hertig, 1982/1989; Daniel Steegmann Mangrané, 1977; Diamond Stingily, 1990; Jenna Sutela, 1983; Nora Turato, 1991; Nico Vascellari, 1976; Jordan Wolfson, 1980; Guan Xiao, 1983.

 

 

THE DREAMERS

58th October Salon | Biennale di Belgrado 2021

Fino al 22 agosto 2021

www.oktobarskisalon.org| www.kcb.org.rs

#58thOctoberSalon #BelgradeBiennale2021 #TheDreamers2021

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteL’UnipolSai Bologna si rituffa in campionato ricevendo Collecchio. San Marino di scena a Godo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui