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La legge del taglione a Gaza
“Israele è interamente responsabile di tutta la violenza in corso”… È la frase iniziale della lettera aperta firmata il 9 ottobre da trentacinque organizzazioni studentesche di Harvard (ora sono trentatré, due di loro, tra cui Amnesty International at Harvard, hanno ritirato la sottoscrizione l’indomani)”. Notizia riportata da Nicola Porro su Twtter. E si scandalizza il giornalista, e intitola: I geni di Harvard sragionano: “Tutta la colpa è di Israele”.
Forse esagerano un po’ le organizzazioni studentesche, ma non si può neppure dire che i governanti d’Israele non abbiano gravissime responsabilità. Non si può affermare che non abbiano gravissime responsabilità coloro che da moltissimi anni tengono rinchiusa come in una gabbia senza uscita un’intera popolazione, gran parte della quale è costituita da bambini. Che non siano gravemente responsabili coloro che da moltissimi anni decidono quanto cibo debba entrare nella Striscia di Gaza, quanta elettricità, quanta acqua. Che non abbiano, infine, gravissime responsabilità coloro che da molti anni occupano territori che non gli appartengono.
E adesso? Adesso sembra che a prendere il sopravvento sia l’antica, barbara del taglione. Adesso il ragionamento che fanno molti, anche se non lo dicono apertamente è: “Tu hai ucciso innocenti? Allora anch’io uccido innocenti”. Ma il ragionamento al più dovrebbe essere: “Allora io uccido l’uccisore d’innocenti”.
La differenza è che Hamas era forse convinto di fare la volontà Allah.
Renato Pierri

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