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Ieri, su questo giornale, mi sono espresso non proprio teneramente nei confronti dell’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, essendone quasi certo che la sua supponenza, se vuoi anche con qualche ragione, avrebbe portato a questa crisi.

Che l’uomo sia politicamente ipocrita ne abbiamo tutti le prove: a lui non “fregano”  niente gli interessi del popolo italiano, a lui interessa la testa di Giuseppe Conte. Punto e basta !

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Va anche detto, e di questo ne sono certo un’altra volta,  che, se alla sonora bastonata ricevuta attraverso il noto referendum per il quale, se sconfitto, avrebbe abbandonato la politica senza se e senza ma, come lui stesso ha pubblicamente dichiarato, da oggi egli varrà come il due di picche in quanto irresponsabile, inaffidabile e fastidiosamente sbruffone.  Sarà lui a fare del male ai suoi figli e non già il disinteresse per il Mes  da parte di buona parte dalla maggioranza di governo.

Ora si è scavato la fossa politica tant’è che gli stanno voltando le spalle tutti, in particolare Giuseppe Conte che, senza fiatare, quasi respirando di gioia, ha accettato le dimissioni delle due ministre, peraltro, di nessun peso politico, almeno per quanto attiene il lavoro sin qui da esse svolto.

Per un soggetto come Renzi, la punizione non verrà comminata dalle istituzioni, ma sarà lui stesso a ritagliarsi la condanna attraverso una sofferenza in vita  chiamata l’ergastolo morale, pena che, in questo difficilissimo momento, si merita tutta.

Arnaldo De Porti

Belluno Feltre

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