Advertisement

La riforma del Ministero della Cultura/ Sgarbi: «Credo che questa riforma aumenti il significato e il valore dei musei e del patrimonio monumentale delle città e dei borghi italiani»

 

Advertisement

ROMA – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, concernente modifiche al regolamento di organizzazione del Ministero della cultura.

Su questa riforma il Sottosegretario alla Cultura Sgarbi commenta:

«Il primo atto della riforma del Ministero della Cultura ha un grande significato politico e incide, ben oltre i criteri organizzativi, sulla identità culturale di alcune città.


Il Consiglio dei Ministri ha preso atto del lavoro e dell’impegno del Ministro Sangiuliano e mio non solo nella opportuna autonomia garantita ad alcuni Istituti Museali ma nella definizione di una rafforzata dignità di alcune importanti città italiane.

Abbiamo condiviso con il Ministro il principio di restituire ai Musei confini provinciali, a partire da Ferrara, la cui Pinacoteca Nazionale era inopportunamente congiunta con la Galleria Estense di Modena, sottraendo ad ognuna delle due la connessione territoriale con le città. Era certamente un’anomalia, a svantaggio della Pinacoteca di Ferrare subordinata alla Galleria di Modena. Due errori corretti dalla riforma. Ora Ferrara ha i suoi Musei (con la Pinacoteca il Museo Archeologico di Spina, Casa Romei, l’Abbazia di Pomposa).

La condivisione di questo principio con il Ministro non si è limitata a correggere un errore grave dell’impianto della riforma Franceschini, ma mi ha condotto a suggerire di estendere lo stesso criterio ad altre fondamentali capitali dell’arte e del turismo italiano che, nonostante il loro rilievo e la loro autonoma civiltà, erano senza una distintiva Istituzione Museale. Mi riferisco a Pisa, Lucca e Capri.

Credo che le Amministrazioni Comunali e Provinciali di queste città dovrebbero salutare questa riforma strutturale come un giorno di festa per un’inevitabile potenziamento della loro identità’ culturale e turistica.

Avere Musei autonomi non è soltanto una questione organizzativa ma, ribadisco, etica e politica, colta dal Ministro Sangiuliano senza esitazioni ed estesa ad altre città più grandi come Torino, Firenze e Napoli con la promozione dei Musei Reali di Torino, del Museo Archeologico di Napoli e del Bargello unito alle Gallerie dell’Accademia di Firenze promossi a Musei di Primo Livello con i benefici effetti che ne conseguiranno per tali imponenti istituzioni. Ogni città e ogni area geografica trarranno beneficio da questa riforma. Due di esse hanno un particolare significato e sono state condivise dal Ministro e da me : i Musei di Capri, con Villa Jovis, i siti archeologici e la Certosa di San Giacomo, e le ville monumentali della Tuscia ,con i siti straordinari di Villa Lante a Bagnaia e di Palazzo Farnese a Caprarola.

Credo che questa riforma aumenti il significato e il valore dei musei e del patrimonio monumentale delle città’ e dei borghi italiani»

 

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedentePnrr: Cgil, preoccupanti decisioni governo, cancellato di fatto confronto con parti sociali
Articolo successivoDue Ragionamenti e una trasgressione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui