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CIVILIZZAZIONE DISTORTA

Se riflettiamo sui disastri che la storia umana continua a portare avanti ci viene da dedurre che per sua natura l’umanità è barbarie, e non riesce a mutare. Civiltà è sì pervenire a condizioni materiali, sociali e culturali più evolute ma dovrebbe essere anche porre in atto il progresso dello spirito attraverso l’espulsione di qualsivoglia forma di violenza. Non ci siamo nel nostro piccolo, assolutamente non ci siamo se allarghiamo lo sguardo all’intero globo: della guerra, massima violenza, non ci si stanca mai, e l’una trae dietro di sé l’altra e l’altra ancora ad infinitum. E’ volontà propria di certi Stati o di altri al carro dei quali si è legati: Stati fra color che son sospesi, a esempio l’Italia lontana dal clima bellicoso, oppure Unione di Stati, come l’Ue, senza una guida che possa dare un’impronta autonoma, le uniche scelte autonome riguardano qualche singolo Stato, sono quindi celato opportunismo                                                                                    La guerra russo-ucraina sta registrando altre rovine e lievita il numero dei morti, dei disperati. La Gran Bretagna è convinta che la coscrizione russa online presuppone una lunga guerra.  Intanto la Polonia vieta l’importazione di grano ucraino, mentre Zelensky, pur apparendo talora incerto sulla prosecuzione della guerra, sanziona gli atleti russi e va avanti nella richiesta di armi. Imputata sempre la Russia che ha invaso, ma imputati sono anche gli Usa, pertanto il Presidente del Brasile Lula dice apertamente di smetterla di incoraggiare la guerra, si deve, invece, incoraggiare la pace. Anche il Presidente francese Macron, in visita nella Repubblica Popolare della Cina, dopo aver avallato nuovi accordi economici, chiede a Xi di contribuire alla pace nella guerra d’Ucraina, facendo anche comprendere, a proposito di Taiwan, di non essere la Francia allineata con gli Usa, e riprende la ben nota espressione di De Gaulle: Noi siamo alleati, non allineati.                                                                                                         C’è infatti anche il problema di Taiwan, viene da Xi Jinping ritenuta parte della Cina, fa quindi manovre militari in quell’ area suscitando allerta in Taiwan che, volendo prepararsi ad ogni evenienza, pone in atto esercitazioni simulanti situazioni di emergenza. Gli Usa la sostengono: non tutte le Cine sono di Xi! Inoltre, per quanto concerne l’Ucraina, il Ministro degli Esteri statunitense prevede un prezzo pesante a chi assisterà la Russia, per la quale si ipotizzano rafforzamenti delle sanzioni a causa dell’intenzione di inviare armi nucleari alla Bielorussia. Ammonita anche la Corea del Nord, ci potrà essere una risposta robusta se ci saranno test-nucleari e lancio di missili, e viene esortato anche il Sudan a porre subito fine alla violenza. Tutto ciò mentre la Cina è in allerta per l’attraversamento dello stretto di Taiwan di una nave statunitense e dichiara la sua ferma opposizione alla vendita di 400 missili antinave a Taiwan per scoraggiare l’invasione delle truppe di Pechino. La Cina prevede anche punizioni ad attivisti cinesi in Usa che sono pro democrazia e per questo pone in Usa stazioni segrete di polizia per scovare e punire gli attivisti.                                                                                              Intanto, in previsione del Vertice del G7 che si terrà a Hiroshima dal 19 al 21 maggio 2023, si è tenuta nella cittadina giapponese di Karuizawe una Riunione dei Ministri degli Esteri (17-18 aprile 2023), due giorni di colloqui con rimostranze da parte della Cina sia al Giappone per aver ospitato il G7, sia agli Usa che, con la vendita delle armi a Taiwan stanno giocando con il fuoco, come ha detto il portavoce del Ministro degli Esteri cinese Wan Weubin che degli Usa ha fortemente condannato l’arroganza, i pregiudizi e le intenzioni anti-Cina.                                                                                                                                   La Russia sta intanto continuando ad avanzare in Ucraina con maggiore determinazione, ma Putin, pur non avendo all’interno perso consensi, vede Prigozhin con il Battaglione Wagner, un vero e proprio impero privato, al centro della scena, e si sono aggiunti la Compagnia Vega per protezione anche marittima e il Battaglione degli Urali, problema per gli apparati militari russi, non solo per Putin.                                                                       Infuocata sempre l’area arabo-israeliana, in fibrillazione poi gli Stati affacciantisi sul Mediterraneo, e sono centuplicati gli sbarchi di migranti in Italia con accresciuti problemi di vivibilità, non solo per i migranti. Et cetera, si diceva una volta. Possiamo ripetere anche il Mala tempora currunt di Cicerone, con quel mala sempre attuale, anzi divenuto pexima.                                                                                                                                             Dov’è la civiltà? Quella da intendersi non come moltiplicazione di beni materiali, talora anche di necessità non propriamente necessarie? Quanto può l’arte per la civilizzazione? Le antiche età sapevano bene che la parola volta a persuadere richiede la messa in atto di infinite sinapsi per il convincimento, pertanto la civilizzazione può e non può attraverso essa avvenire. Sono le note musicali e il canto a toccare all’istante le corde più profonde, è Orfeo il civilizzatore, mito presente anche nell’antica Tàras.                                                                                             Orfeo e le sirene, gruppo scultoreo in terracotta a grandezza naturale, caratterizzato originariamente da policromia vivace, trafugato negli anni Settanta, è tornato, per l’impegno dei Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale, dal Paul Getty Museum di Los Angeles, a Taranto, sua patria. Realizzato in loco alla fine del IV sec. a. C. per un sepolcro importante, è stato sistemato al Museo Archeologico di Taranto (MArTA) in maniera appropriata, come in una rappresentazione teatrale. Di intensità unica il volto di Orfeo, sguardo rapito e labbra appena dischiuse al canto, e più nulla possono le sirene, sono salvi gli Argonauti. Orfeo nel mito che sconfigge le sirene è armonia, trionfo sul disordine che porta violenza. Pensiero politico e filosofico-pitagorico, seguito da Archita, filosofo, matematico e politico tarantino, inventore della Meccanica scientifica, tra l’altro anche di una colomba meccanica capace di volare, che nel IV sec. a. C. fu per sette volte stratego.                                                                                                                             Orfeo dove sei? Il nostro mondo caotico e violento, alla rosa dei venti preso dal brillio della ragnatela del Male, ha bisogno del tuo canto.

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Antonietta Benagiano

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