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Presentato a Massafra con grande successo il “Ne valeva la pena” del magistrato Armando Spataro

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Resterà una serata da ricordare nel tempo. E’ quella che si è svolta nei giorni scorsi (20 gennaio 2012) presso il  Teatro  comunale, per l’occasione illuminato a festa e impreziosito da una raffinata mostra  grafica di alto livello. Dieci inediti ed originali pannelli, creati dal tocco magico del noto artista massafrese Nicola Andreace, per raccontare il rapporto tra l’uomo e la città, sistemati a semicerchio sul palcoscenico, hanno fatto da scenario prestigioso alla presentazione del  libro “Ne valeva la pena. Storie di terrorismo e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa” (Laterza Editore) dell’illustre magistrato tarantino dott. Armando Spataro, stimato coordinatore del Dipartimento antiterrorismo di Milano, che nelle seicento pagine del suo libro, con uno stile fluido, semplice ed accattivante e con alto senso dello Stato, fa riaffiorare alla mente di quanto lo leggeranno i drammatici fatti che, negli ultimi 40 anni, hanno devastato la nostra Italia, incidendo in modo più o meno profondo sulla vita politica, sociale ed economica.

 Un evento importante dunque, quello che si è svolto nella nostra città, organizzato dallo staff operativo dell’Università Popolare delle Gravine Ioniche (UPGI), affidato alla collaudata esperienza di Loris Rossi. Patrocinio dell’Amministrazione Comunale, dell’assessore alla Cultura Antonio Cerbino e del presidente del Consiglio comunale Giandomenico Pilolli, e sostegno della biblioteca comunale diretta dalla signora Stella Valle.

Una grande soddisfazione per la UPGI per la folta, qualificata, attenta e sensibile partecipazione dei cittadini ad un tema delicato e complesso come può essere quello in cui si parla di giustizia, di rapporto tra cittadini e istituzioni, di diritti privati e di doveri pubblici.

Alla iniziativa hanno dato la loro convinta partecipazione la Consulta delle Associazioni e il suo presidente Michele Oliva, il presidente del Club Lions Massafra Mottola “Le Cripte” Luigi Pizzutilo, la presidente della sezione locale della Fidapa Tonia Di Gregorio, la presidente del Leo Club Sabrina Santovito, il  Presidio del libro e l’avvocato Maria  Rosaria Guglielmi, presidente della T.O.G.A., associazione che riunisce tanti giovani avvocati. 

Significativa la partecipazione dei dirigenti scolastici, dei docenti e degli alunni delle scuole superiori di Massafra: il liceo classico scientifico De Ruggieri con il suo dirigente Stefano Milda, l’ITAS Mondelli con il dirigente Vito Leopardo, l’ITIS Amaldi con il dirigente Alberto Altamura (con la loro presenza  hanno ribadito il raccordo forte che lega le strutture  formative della città e le iniziative culturali delle associazioni massafresi).

Numerosi i rappresentanti politici ed amministratori comunali, di maggioranza e di opposizione: il sindaco dott. Martino Tamburrano, il presidente del Consiglio comunale avv. Giandomenico Pilolli, il vicesindaco dott. Antonio Viesti, gli assessori Antonio Cerbino, Raffaele Gentile, Rino Fuggiano, Giuseppe Marraffa, il dott. Mimmo Convertino (già presidente del Consiglio Regionale pugliese) e l’avv. Vito Miccolis (già assessore provinciale).

Con il suo consueto stile comunicativo chiaro e sobrio, ha coordinato l’incontro con consumata esperienza, garantendo scioltezza ai diversi momenti della serata, la professoressa Carla Gallo, vicepresidente dell’UPGI, docente liceale di filosofia e storia.

Il Sindaco Tamburrano ha portato il saluto dell’amministrazione, dicendosi orgoglioso della presenza dell’illustre magistrato Spataro nella comunità massafrese, aperta al dialogo e al confronto senza pregiudizi culturali e politici.

Anche l’avv. Pilolli, a nome del consiglio Comunale, ha ringraziato Spataro per l’opportunità di approfondire con la sua opera un tema importante come la giustizia.

Il libro “Ne valeva la pena”, edito da Laterza editori, è stato presentato in prima battuta dall’avvocato Angelo Esposito, presidente dell’Ordine degli avvocati del foro ionico.  Esposito ha messo in evidenza come  Spataro  in ogni suo atto di magistrato sia sempre stato coerente al principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. L’etica del dovere e la fedeltà alla Costituzione costituiscono, ad avviso di Esposito, il binario sul quale scorre oggi, come ieri nella vicenda Abu Omar, senza incertezze l’attività quotidiana di Spataro, che non arretra di fronte al terrorismo e non mostra debolezze di fronte all’arroganza di cerca  di sfuggire alla legge.  

Esposito ha concluso affermando di condividere il titolo del libro. “E’ bene che l’esperienza del magistrato Spataro sia conosciuta da tutti (ha detto). Essa costituisce una narrazione di forte incisività educativa. Perciò ne valeva la pena pubblicarla”.

Il dott. Alfengo Carducci, già sindaco di Taranto e provveditore agli studi per diversi anni a Taranto, ha attribuito al libro di Spataro una duplice valenza: di testimonianza memoriale e di denuncia. Carducci ha scavato nei ricordi autobiografici di Spataro, scoprendo  che  la sensibilità alle questioni giuridiche è un vizio di famiglia. E’ passato poi a riflettere sulla sua complessa esperienza di Pubblico Ministero nei sequestri di persona, nel processo alle brigate rosse,  nella lotta al terrorismo e alle mafie milanesi.

Ha guardato con attenzione all’impegno di Spataro nel Consiglio Superiore della Magistratura e nell’Associazione Nazionale Magistrati; ha affrontato la lettura sul caso Abu Omar, ha trovato  finalmente il filo lungo che cuce nella narrazione il materiale del testo estremamente ricco: l’affermazione della forza della legge verso tutti.

Le conclusioni di Carducci hanno riportato ai nodi del problema: “la riforma della giustizia è urgente,  ma per garantire l’indipendenza dei poteri, essa non può essere demandata al Parlamento, ma deve essere fatta da una Costituente, nella quale si incontrano la società civile, l’ordine giudiziario, i partiti politici”.

Nel suo intervento Spataro ha concordato in primo luogo su quanto era stato affermato da Esposito e da Carducci: la sua azione di magistrato inquirente è stata sempre  coerente con il principio di uguaglianza di tutti davanti alla legge.

In quest’ottica, a suo avviso, va visto il caso di Abu Omar, dove, grazie all’indipendenza della magistratura e all’obbligatorietà dell’azione penale, è stato possibile portare sul banco degli imputati agenti dei servizi segreti italiani e americani. Su questa premessa egli fonda la difesa della Costituzione, tra le più moderne del mondo, difende l’azione della magistratura a garanzia della propria autonomia, ribadisce il rifiuto delle leggi ad personam,  disegna la figura del magistrato come uomo che nella normalità del quotidiano, senza la ricerca di esaltazione mediatica e di protagonismo eroico, trova nella Costituzione i principi di riferimento della sua attività al servizio della giustizia.

Ha fatto seguito un vivace dibattito nel quale l’avvocato Miccolis, Pasquale Nardelli e  Caponio hanno mostrato una totale condivisione dell’intervento di Spataro. Non sono mancati però richiami problematici. Mimmo Convertino ha proposto il  problema della responsabilità dei magistrati di fronte agli errori processuali, mentre il sindaco Tamburrano ha posto l’accento sull’opportunità di norme per regolare l’accesso della magistratura nella vita politica. A tutti il magistrato Spataro ha risposto con cordialità e dovizia di argomentazioni.

Al termine del  dibattito, il presidente della UPGI, prof. Gino Convertino, ha ringraziato  gli oratori e i cittadini partecipanti alla presentazione del bel libro che chiunque abbia interesse a conoscere e capire meglio il terrorismo in Italia farà bene a leggere. Libro al quale è stato assegnato il premio Capalbio 2010 per la sezione “Politica e istituzioni” e il premio Cesare Pavese 2011 per la sezione “Saggistica”. Ormai tutti lo sanno, ma vogliamo ricordarlo stesso che Armando Spataro, magistrato dal 1975, ha sempre lavorato alla Procura della Repubblica di Milano, dove dal 2003 è Procuratore Aggiunto. Dal 1998 al 2002 è stato componente del Csm. Si è occupato di terrorismo interno, di criminalità organizzata e mafia, di terrorismo internazionale. È autore di saggi e di pubblicazione di carattere scientifico in materia di criminalità organizzata e terroristica, di tecniche investigative e procedura penale. Molto sportivo, in passato ha avuto esperienze agonistiche in nuoto e  pallanuoto  (serie B)  nella Rari Nantes Taranto; negli ultimi anni ha corso ben nove maratone, per due volte quella di New York, poi a Boston, Praga, Parigi, Roma,...

Prima di chiudere la bellissima serata (applausi su applausi), l’artista Nicola Andreace ha offerto in omaggio al dottor Spataro una sua opera pittorica raffigurante tratti significativi del territorio massafrese, mentre la  “Buongusto Italia”, rappresentata dal dott. Chiefa,  ha voluto ricordare le potenzialità produttive della nostra terra donando agli oratori un’elegante confezione di vini.

Nella foto il magistrato Armando Spataro

 

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