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MOTOCICLETTA OGGI. PIU’ UNO STRUMENTO DI MORTE CHE DI PIACERE. MARCO SIMONCELLI DOCET !

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La passione per la moto non mi è mai venuta meno, anche se ho smesso di usarla da quando si è reso obbligatorio il casco ed è necessario (anche se non per legge) indossare una tuta anche in pieno estate, che,  per proteggere ti soffoca,  in aggiunta a  scarponcini che, facendo quasi un tutt’uno con la tuta, ti trasforma in un …palombaro a tutti gli effetti. Ma, al di là di tutto questo armamentario per andare in moto, veniamo a quest’ultima che, a mio avviso, ha tutto tranne che l’aspetto tradizionale della classica moto, quella di una volta. Certo, bisogna dare spazio al progresso, e chi mai ci vuol andare contro ! 

Alcune considerazioni.

Che gusto c’è  - come fanno un po’ tutti i motociclisti di oggi – fare una corsa in moto a 100-150 KM/h, imbacuccati all’ennesima potenza, senza vedere assolutamente niente tranne che i 50 cm sui quali devono pilotare due ruote sulle quali poggia un catafalco con tanto di armadi sul retro, con un secondo passeggero imbacuccato come il conducente e magari anche due zaini sulle spalle…?! Che gusto c’è viaggiare in compagnia fra 30-50 moto, a quella velocità, sorpassando a rotta di collo le macchine i cui conducenti, quando i motociclisti lambiscono gli specchietti retrovisori, corrono il rischio di fare un infarto dallo spavento per l’improvvisa bomba che sfreccia vicinissima a loro ?

Io penso, e non c’entra per niente la mia età,  che questi motociclisti quando rientrano alla base…posto che invece non vadano all’ospedale o finiscano addirittura in cella mortuaria,  mettano solo a rischio la loro salute psico-fisica, dato che non possono né vedere il panorama  sul quale sfrecciano, ne respirare il buon ossigeno che farebbe bene alla salute, magari dopo una settimana asfittica trascorsa in città.

Una volta la moto era uno strumento di piacere, oltre che di trasporto, ora invece pare più un strumento volto a sfogare le reprimenda della settimana, avulso da ogni razionale concezione. Di tutto ciò, sono responsabili i costruttori, i quali, per vendere, mettono in pista i vari Marco Simoncelli (che ora purtroppo riposa in pace)  che poi vengono emulati dalle nuove giovani generazioni  finendo anche loro, abbastanza spesso, all’ospedale, quando non si tratta  purtroppo anche dell’obitorio.

Non tutti sanno che certe moto costano molto di più di una vettura e che una volta  ci saremmo messi anche a ridere  pensando  che  le moto di oggi sarebbero state costruite anche con la…retromarcia a causa del loro peso che non consente di trascinarle indietro..

Per fortuna la stagione della moto è finita in quanto sta arrivando l’inverno, ma mi chiedo se la polizia stradale è mai stata in grado di elevare una  multa ai motociclisti, specie domenicali, che sfrecciano sempre e regolarmente quasi a velocità doppia rispetto al consentito, mentre ad un automobilista che supera di soli 10 KM/h la multa è assicurata, magari con riduzione di punti dalla patente.

 

Invia commento comment Commenti (52 inviato)

  • Inviato in data arnaldo de porti, 30 Novembre, 2013 20:06:10
    Doriano Romboni L'ex pilota ligure, 45 anni, è stato investito accidentalmente da un altro motociclista durante le prove della manifestazione nella città pontina in ricordo di Simoncelli. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime Tragedia Romboni, i tweet di ricordo dei piloti Tragedia durante il Sic day, muore Doriano Romboni Simoncelli story Tragedia al MotoGp, muore Simoncelli: l'incidente Morte Romboni, Meda: "Sono devastato come giornalista e amico" RNews, Zaino: "Il destino terribile di Romboni, investito come il Sic" TAG motociclismo, doriano romboniLATINA - Doveva essere una giornata di festa sulle moto nel ricordo di Marco Simoncelli, si è trasformata in un'altra tragedia: Doriano Romboni, 45 anni, ex pilota che aveva partecipato al Motomondiale negli anni 90, è morto per le conseguenze di un incidente avvenuto durante le prove del 'Sic Supermoto Day' a Latina, una manifestazione organizzata nel ricordo del pilota romagnolo scomparso due anni fa a Sepang. Trasportato all'ospedale Santa Maria Goretti del capoluogo pontino, le sue condizioni era apparse subito gravissime. Romboni aveva partecipato negli anni 90 ad oltre 100 Gran Premi nelle categorie 125, 250 e 500, vincendone 11. Dal 1999 al 2004 aveva gareggiato nel mondiale Superbike. Nel corso della seconda sessione di prove libere Romboni ha perso il controllo della moto durante un cambio di direzione in un punto in cui i due tratti inversi della pista corrono paralleli. L'abbrivio della scivolata l'ha trascinato nel tratto che altri piloti stavano percorrendo in senso contrario al suo, causando un frontale dagli effetti devastanti. Infatti, mentre era ancora aggrappato alla moto, il pilota è stato accidentalmente investito da Gianluca Vizziello. L'ex avversario di piloti del calibro di Biaggi e Capirossi è stato prontamente soccorso dagli stessi piloti presenti sul tracciato ma le sue condizioni sono apparse fin da subito gravi. "Non l'ho praticamente visto, ho sentito solo un colpo fortissimo", le parole a caldo di Vizziello ancora sotto shock. "Non ho capito subito chi era caduto. Quando mi sono avvicinato ho visto che si trattava di Romboni, privo di sensi. E' stato choccante". Guido Meda, telecronista del motomondiale su Italia1, era in pista per il SicDay ed è stato tra i primi ad avvicinare Doriano Romboni, il pilota coinvolto nel grave incidente sul circuito 'Il Sagittario" di Latina. "I soccorsi sono stati immediati - racconta ancora Meda - gli hanno praticato il massaggio cardiaco per 11 minuti, in pista". "Grande uomo che che pilotava la moto come pochi altri. Hai saputo farmi capire come si doveva correre con cuore". Marco Melandri, pilota Superbike con l'Aprilia, ha dedicato un Tweet a Doriano Romboni. Come Simoncelli, anche Romboni dopo essere caduto in pista è stato investito da un'altra moto. La stessa dinamica, o quasi, nel luglio scorso aveva caratterizzato l'incidente costato la vita ad Andrea Antonelli. A Mosca, durante la gara del Mondiale Supersport, il 25enne perugino è caduto sotto la pioggia battente ed è stato centrato in pieno da un altro concorrente. (30 novembre 2013) AVANTI SEMPRE CON LE MOTO DELLA MORTE !!!
  • Inviato in data nane indrìo, 30 Novembre, 2013 20:06:10
    di Redazione BlitzTAG: doriano romboni, moto Montana, alce insegue coppia di motociclisti (video) LATINA – Tragedia durante il “Sic Supermoto Day’” a Latina: Doriano Romboni è morto per le conseguenze di un incidente avvenuto durante le prove. Trasportato in ospedale, le sue condizioni era apparse subito gravissime. Romboni, 45 anni, aveva partecipato negli anni 90 ad oltre 100 Gran Premi nel motomondiale nelle categorie 125, 250 e 500, vincendone 11. Il pilota aveva perso il controllo all’uscita di una curva e mentre era ancora aggrappato alla moto ed è stato accidentalmente investito da Gianluca Vizziello. L’ex avversario di piloti del calibro di Biaggi e Capirossi è stato prontamente soccorso dagli stessi piloti presenti sul tracciato e le sue condizioni sono apparse fin da subito gravi. “Non l’ho praticamente visto, ho sentito solo un colpo fortissimo”, le parole a caldo di Vizziello ancora sotto shock. Romboni era stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e, come rivelato in un tweet da Max Biaggi, era in coma: “Ragazzi disastro alle prove della gara Latina Sic Supermoto day. Romboni caduto in pista è in coma. Ora in ospedale, io prego che si risolva”. Tutte le attività sportive del weekend sono state sospese.
  • Inviato in data arnaldo, 29 Ottobre, 2013 17:22:37
    ...la gente della moto continua a morire sulle strade. A volte questa gente sfiora i 200 Km/h e non viene beccata dalla polizia. Se dici loro qualcosa ti insultano perchè la strada sembra essere di proprietà loro...fatte salve le debite eccezioni. Questa gente non si rende conto di fare la parte delle cavie nell\'interesse delle case motociclistiche... Contenti voi ?
  • Inviato in data arnaldfo de porti, 22 Luglio, 2013 07:38:42
    LA MORTE DEL MOTOCIOCLISTA ANTONELLI A caldo vorrei aggiungere un pensiero di dolore, ma anche di stigmatizzazione verso tutti coloro che hanno criticato il mio pezzo deòl 26.102011 su Politicamentecorretto in relazione alla morte di Simoncelli, pezzo che ha avuto 8400 lettori Cosa dicono ora ? Che è bello morire in moto ? Ho compassione per quanto hanno detto. Arnaldo De Porti
  • Inviato in data claudio lunghini, 25 Maggio, 2013 07:08:57
    Perfetto.
  • Inviato in data arnaldo de porti, 04 Settembre, 2012 11:05:35
    Oggi La TRIBUNA DI TREVISO ha commentato favorevomente questo pezzo, pubblicato ieri da politicamente corretto. ANCORA SULLE MOTO. STILLICIDIO DI MORTI SULLE STRADE…LE ISTITUZIONI PREPOSTE ALLA SICUREZZA DOVE STANNO ? Dalla Lambretta al BSA ai mostri di oggi…. Ieri, un noto quotidiano del Gruppo Espresso, la Tribuna di Treviso, registrava una statistica sugli incidenti mortali che avvengono sulle nostre strade: su 10 incidenti mortali ben 7 riguardano i motociclisti. A conforto, anzi a sconforto di questa triste statistica, la mia mente (ma anche quella di tanti altri, come il collega Carmine Gonella) batte-battiamo il chiodo sulla necessità che si prendano rapidi provvedimenti ad evitare che cresca in maniera esponenziale il mercato delle aziende di pompe funebri e degli ospedali, visto che, specie durante le giornate festive, le strade diventano teatro di scorribande, di maleducazione stradale, di infrazioni che i militi non possono rilevare, ma anche di terrore: certi motociclisti, ti sorpassano sfiorando addirittura gli specchietti retrovisori dell’auto…provocando un frastuono da infarto. Ho già scritto qualcosa a questo riguardo lo scorso ottobre del 2011 e, come tuttora si può vedere, ci sono stati circa 6.000 commenti in gran parte cattivi, offensivi e quant’altro: poche sono state le persone per bene che hanno risposto come si converrebbe in un contesto civile, posto che quest’ultimo esista ancora. Ma questo è uno sfogo !. Che cosa si dovrebbe dedurre da tutto ciò ? Che la stramaggioranza dei motociclisti costituiscono una massa di persone che utilizzano la moto per sfogare sensazioni represse durante la settimana, che se ne fregano del vivere civile, che non interessa loro la vita e quant’altro ? Non voglio pensare a questo anche se, dal tenore di certi commenti, dovrei convincermi che potrebbe essere proprio così, manifestando gratitudine a tutti coloro che si comportano diversamente, e cioè in maniera civile. Io sarò anche della vecchia guardia, nel senso che correvo con moto tradizionali, come Vespa Lambretta, Gilera, Guzzi ecc.. per cui – non lo nego – potrei avere una qualche difficoltà a capire le nuove generazioni della moto, ma i fatti di ogni giorno fanno propendere la bilancia verso la richiesta di un minimo di educazione, cosa che non guasta in qualsiasi contesto sociale. Ma le Istituzioni sono sorde e cieche di fronte a tante morti sulle strade e non pensano che sia urgente e necessario stabilire una ferrea disciplina in materia, sequestrando subito la moto di chi semina pericoli mortali per se e gli altri ? O facendo questo, si indebolisce il mercato delle moto a danno del PIL ? Chiudo dicendo grazie a tutti quei motociclisti che usano la testa, il buon senso e rispettano le regole, mentre per tutti gli altri non posso che esprimere ed evidenziare la loro indegnità a convivere in un contesto civile. ARNALDO DE PORTI Invia commento Commenti (3 inviato) Il suo nome: Il suo indirizzo e-mail: Aggiungi i tuoi commenti Per favore, inserire il codice che si vede nell'immagine:Immagine: Codice: Inviato in data dearstern@hotmail.com, 03 Settembre, 2012 15:38:36 CHE VUOI DIRE cARMINE IN RISPOSTA A cATTORINI ? Che sarebbe un disastro se gli attuali politici dessero l'esempio alle future generazioni ? Sei in linea con Cattorini oppure no ? Perchè mi è parsa poco chiara la similitudine. Ciao, A. Inviato in data CarmineGonnella, 03 Settembre, 2012 14:31:11 Ed io caro Carlo le dico che se il suo concetto venisse applicato anche alla politica ....sarebbe un ...DISASTRO!!! I lor signori delle statistiche se ne freg.... Inviato in data Carlo Cattorini, 03 Settembre, 2012 12:21:00 io lo grido da sempre... e i motociclisti dei miei commenti si lamentano sempre... Chiunque guidi una motocicletta è da esempio ai minori che poi sceglieranno di guidare una motocicletta per seguirne le orme ammaliati dal suo comportamento spavaldo e gioioso incurante della realtà. La realtà è descritta dalle statistiche. Chiunque guidi una motocicletta è responsabile della vita interrotta o compromessa di tutti quelli che convince a imitarlo.
  • Inviato in data rivista Basta Moto, 08 Gennaio, 2012 18:40:24
    BastaMoto Guerra non violenta ai centauri inciviliHomeChi sonoFAQModerazione dei commentiStrade da motociclisti Motociclette oggi: pericolo pubblico? Un’altra voce di protesta che si eleva dal web e della quale mi faccio portavoce e sostenitore attraverso il mio blog: Motociclette oggi. Sport-passione oppure solo illegalità e pericolo pubblico? (cliccare sul link per leggere il testo) Non posso che sottoscrivere. I tempi sono cambiati ed oggi, oltre ad essere cambiati i mezzi, sono cambiati anche i motociclisti. Ma il problema maggiore è che sono aumentati in maniera smisurata. La società moderna, grazie al cosiddetto “benessere” (quello materiale) permette oggi a molti di concedersi il “giocattolino della domenica”. Certo un giocattolino da 10-20.000€ che possono concedersi non tutti, ma sicuramente in molti ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche sotto quelli di chi non vuole vedere e non vuole amettere la gravità del problema. Sottolineo come anche da questa testimonianza emerga la sensazione di due pesi e due misure. Due realtà parallele: mezzi di trasporto canonici e la dimensione dei centauri, libera da ogni vincolo. Certo che se ci si aspetta un comportamento civile da questi ultimi solo in base al buon senso siamo messi ben male! Non è un caso che nell’ambiente dei centauri venga sbandierata a più non posso la “libertà”. E’ evidente che la maggior parte di questi individui in moto si senta libera. Libera di fare quello che vuole, in barba al codice ed al rispetto del prossimo. Libera di sfogare tutti i propri bollenti spiriti sulle due ruote. Quindi w la libertà! Ma io continuo a chiedermi sempre e comunque se costoro si siano domandati veramente cosa sia la libertà e che significato abbia. Non voglio scomodare M. L. King con citazioni in materia ormai eccessivamente usate, ma il mio dubbio è che per loro libertà voglia dire semplicemente “faccio quello che mi pare, quando mi pare, dove mi pare, come mi pare ” e quindi per costoro la moto diventerebbe una sorta di “chiave” per accedere a questa pseudo-realtà di comodo. Beh, se è così, allora si spiegano tante cose! Condividi questo post
  • Inviato in data arnaldo de porti 76 anni giornalista indipendente, 08 Gennaio, 2012 11:22:28
    VORREI TOGLIERMI EDUCATAMENTE UN SASSOLINO DALLA SCARPA Certi commenti di certi lettori su certi articoli di giornale (scusate la ripetizione peraltro voluta), sia su veste cartacea che on-line, inducono spesso a qualche riflessione sulla “forma-mentis” di certi soggetti, per poi, di conseguenza, considerare il grado di cultura degli Italiani. A me è capitato, per fortuna non spesso, di ricevere giustamente qualche osservazione sul mio modo di vedere e di pensare, e ciò in una stesura dialettica accettabilissima, e per la sua correttezza, ma anche per il contenuto, seppur visto da angolazione diversa dalla mia. A questi soggetti educati ho sempre espresso gratitudine in quanto dal confronto si cresce, specie in un mondo, come l’attuale, in cui la velocità del progresso, può inevitabilmente penalizzare chi non sa o non può stare al passo per svariati motivi, non esclusa l’età. Dal confronto educato ed intelligente ne sortisce infatti un accrescimento della cultura personale di ciascuno di noi.. Ci sono altri invece che io annovererei, ovviamente in maniera dispregiativa, con il sostantivo “individui”, i quali sembrano fatti apposta per adoperare la lingua, attraverso la penna, per esternare sfoghi personali allo scopo di alleggerire le loro “repressioni” maturate nel corso dei giorni, dei mesi, quando non si tratti di anni. Ed allora “tutto fa brodo” per scagliarsi contro qualcuno o contro qualcosa, indipendentemente dall’oggetto che esige una…decompressione psicologica, generalmente, frutto di scarse gratificazioni, di insuccessi personali, di mancanza di mezzi, di difficoltà relazionali ed affettive e quant’altro. A me è capitato, anche come giornalista, di leggere certi commenti da parte di certi lettori, che mi hanno fatto accapponare la pelle per la loro ignoranza, per la loro arroganza dialettica, per l’assoluta mancanza di un filo minimo di pertinenza rispetto all’articolo uscito prima sulla stampa. Trovo superfluo, oltre ad essere una perdita di tempo, fare degli esempi, preferendo seguire due filoni: Il primo, lo liquido in due parole: si riferisce a persone educate e responsabili che, leggendomi, hanno condiviso le mie preoccupazioni sulla difficile congiuntura su cui si dibatte il clima socio politico, suggerendo proposte ed idee per uscirne con le ossa meno rotte possibile, come si evince da migliaia e migliaia di letture sui miei siti, Il secondo invece è caratterizzato da una componente di persone di infima cultura personale, di sbandati psicologicamente, se vuoi anche di “assassini che ti augurano di schiantarti con la moto” i quali, anziché dialogare democraticamente, se vuoi anche da posizione diversa, blaterano a vanvera, sputano sentenze gratuite, offendono, giudicano dall’alto di cattedre costruite dall’arroganza, incitando anche gli altri a fare altrettanto. E, purtroppo, anche di questi soggetti, è fatta l’Italia, per cui diventa automaticamente spontaneo giustificare la situazione nella quale oggi il Paese si trova. Fra questi soggetti mi hanno fatto specie tre individui dal nome “Giuliano”, “Andrea” e “Luca” che hanno commentato un mio articolo sulle motociclette (letto migliaia di volte) , i quali, da come scrivono, devono avere all’interno del loro “io” tanta di quella esacerbazione correlata a personali insuccessi, anche di natura affettivo-relazionali, da sputare fiele contro chi si è limitato a dire che talvolta la motocicletta, usata come strumento improprio o di competizione spasmodica, può trasformarsi in effetti letali. Ancor adesso, non comprendo le reazioni farneticanti di questi “individui”, i quali si permettono, di criticare la mia veste di giornalista con parole stucchevoli da mero WC.. Un altro soggetto, questo in buona fede, (che, quando mi leggerà capirà che le mie parole sono dirette a lui), ogni volta commenta i miei pezzi non già con cognizione di causa, ma semplicemente per il gusto di dire narcisisticamente, allo scopo di apparire, qualcosa di diverso rispetto a quanto affermo io, quasi sempre mettendomi in bocca cose che non ho detto. Per fortuna questo soggetto, in questi ultimi mesi, ha modificato in meglio il suo atteggiamento, sin qui manifestatosi fastidioso e avulso da ogni correlazione con i miei argomenti. C’è da sperare che il nuovo anno e gli…astri portino un influsso positivo su tutti. Anche, perché no ?, sullo scrivente. Auguri a tutti ! ARNALDO DE PORTI
  • Inviato in data Giuliano, 28 Dicembre, 2011 20:19:42
    Il problema è che continuiamo a dargli visibilità cancellate il link all'"articolo" dai vostri segnalibri e poi quello del sito...già se ne parla su vari forum. Si, l'intento sarebbe analizzare ciò che ha scritto il "giornalista" ma può essere considerato un pezzo da giornalismo? forse giusto in Italia...purtroppo. Manca qualche detto popolare per poter essere inviato a tutti i circoli per anziani timorati di dio. Dopo questo, CARO DIRETTORE, farò quanto mi è possibile per far conoscere il livello dei vostri articoli e questo è un ottimo esempio. Ancora non avete capito che nel web è difficile confondere quando non si è in grado di convincere. Ma forse qui si perde il punto, potete scrivere quello che volete: luoghi comuni, filastrocche e canti di natale è la costituzione che lo dice ma non trovare un legame inesistente tra un Simoncelli sportivo ai massimi livelli mondiali a l'arroganza da strada data dall'ignoranza...presente, purtoppo, in tutti i campi basti vedere questo temino se considerato "articolo" nel campo del giornalismo.
  • Inviato in data arnaldfo de porti, 28 Dicembre, 2011 20:19:32
    Se l'Italia è rappresentata da questi soggetti a cui - giocoforza - si deve rispondere in quanto non sanno ciò che dicono, salvo offendere, siamo davvero messi male. Questi signori, purtroppo, fanno vergognare la parte sana del Paese. Abbiano almeno il coraggio di firmarsi e di affrontare correttamente le persone. Anche quelle che possono sbagliare, ma non offendono limitandosi a soffrire per la carenza intellettuale di questi interlocutori che blatterano senza capire ciò che si dice. Quando uno ti dice di schiantarti, come ha fatto qualcuno, ciò sta a significare che non ci si trova di fronte a persone normnali, ma a potenziali delinquenti !!! Che usano la moto per delinquere !!! adp
  • Inviato in data Andrea, 27 Dicembre, 2011 12:11:03
    Oltre che essere un articolo inutile e fastidioso da leggere per la quantita' di falsita', inessattezze, cazzate varie..... e' completamente pieno di errori. Prima di scrivere, impariamo a farlo.
  • Inviato in data arnaldo de porti, 27 Dicembre, 2011 12:10:36
    Quando un soggetto come lUCA, IN DATA 26.12.2011 ORE 21.30, ti augura di SCHIANTARTI, cos'è se non un turpe individuo, un potenziale assassino di tutti i santi giorni, che augura la morte ? A me, fanno commiserazione questi soggetti e pagherei loro la benzina... Si ravveda, Luca, perchè uno che commenta come Lei, fa davvero pietà. adp
  • Inviato in data filippo, 27 Dicembre, 2011 12:10:36
    stai a casa che è meglio e smettila di scrivere baggianate!
  • Inviato in data luca, 26 Dicembre, 2011 22:30:50
    .........schiantati !
  • Inviato in data arnaldo de porti, 26 Dicembre, 2011 22:30:50
    IL MIO ARTCOLO SULLA MOTO, DOPO LA MORTE DI SIMONCELLI. Caro Direttore, non avrei mai immaginato che detto pezzo fosse letto, su Politicamente Corretto, da quasi 2000 (dico duemila) persone. Evidentemente esso ha suscitato un grande interesse. Sia in positivo che in negativo. Una cosa voglio dire, tutta e per intero, e cioè che, se i veri motociclisti sono quelli che usano esprimersi come si sono espressi, vale a dire in maniera volgare, stomachevole, miserabile come in effetti si sono espressi, si potrebbe pensare che al mondo odierno della motocicletta appartenga un coacervo di persone che coltivano l’inciviltà, l’ignoranza, l’arroganza, ingredienti tutti che, messi insieme, favoriscono disgrazie e morte. Detta gente infatti offre una rappresentazione falsata del motociclista serio e per bene, oltre che rispettoso del codice della strada ! Agli altri che, come me, amano la motocicletta e la usano con il buon senso, vada invece il mio apprezzamento, con gli auguri di Buon Natale (da estendere ovviamente anche a tutti coloro che sono portatori di inciviltà, ignoranza, arroganza, che, forse ne hanno oggettivamente più di bisogno). ARNALDO DE PORTI P:S. Anche una rivista specializzata sulla “Moto” è dalla mia parte., compresa la Polizia Stradale.
  • Inviato in data Mario, 23 Dicembre, 2011 17:57:20
    Hai fatto bene a smettere di andare in moto. E' un sollievo non rischiare di incontrarti per strada.
  • Inviato in data Giuliano, 23 Dicembre, 2011 14:36:35
    sei un poveretto! usare quel nome per dare visibilità a questa cagata...che dire complimenti! magari ti pagano pure... secondo me neanche l\'hai riletto il temino...triste per te
  • Inviato in data Stefano Bianchi, 22 Dicembre, 2011 17:59:22
    dopo la prima frase:"La passione per la moto non mi è mai venuta meno, anche se ho smesso di usarla da quando si è reso obbligatorio il casco ed è necessario (anche se non per legge) indossare una tuta anche in pieno estate" si poteva anche smettere di leggere...proprio un bell'articolo, complimenti!
  • Inviato in data nane indrìo, 31 Ottobre, 2011 14:07:55
    Motociclette oggi: pericolo pubblico? Un’altra voce di protesta che si eleva dal web e della quale mi faccio portavoce e sostenitore attraverso il mio blog: Motociclette oggi. Sport-passione oppure solo illegalità e pericolo pubblico? (cliccare sul link per leggere il testo) Non posso che sottoscrivere. I tempi sono cambiati ed oggi, oltre ad essere cambiati i mezzi, sono cambiati anche i motociclisti. Ma il problema maggiore è che sono aumentati in maniera smisurata. La società moderna, grazie al cosiddetto “benessere” (quello materiale) permette oggi a molti di concedersi il “giocattolino della domenica”. Certo un giocattolino da 10-20.000€ che possono concedersi non tutti, ma sicuramente in molti ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche sotto quelli di chi non vuole vedere e non vuole amettere la gravità del problema. Sottolineo come anche da questa testimonianza emerga la sensazione di due pesi e due misure. Due realtà parallele: mezzi di trasporto canonici e la dimensione dei centauri, libera da ogni vincolo. Certo che se ci si aspetta un comportamento civile da questi ultimi solo in base al buon senso siamo messi ben male! Non è un caso che nell’ambiente dei centauri venga sbandierata a più non posso la “libertà”. E’ evidente che la maggior parte di questi individui in moto si senta libera. Libera di fare quello che vuole, in barba al codice ed al rispetto del prossimo. Libera di sfogare tutti i propri bollenti spiriti sulle due ruote. Quindi w la libertà! Ma io continuo a chiedermi sempre e comunque se costoro si siano domandati veramente cosa sia la libertà e che significato abbia. Non voglio scomodare M. L. King con citazioni in materia ormai eccessivamente usate, ma il mio dubbio è che per loro libertà voglia dire semplicemente “faccio quello che mi pare, quando mi pare, dove mi pare, come mi pare ” e quindi per costoro la moto diventerebbe una sorta di “chiave” per accedere a questa pseudo-realtà di comodo. Beh, se è così, allora si spiegano tante cose! • Questo post è stato pubblicato il giovedì, 9 giugno 2011 alle 9:00 am ed è archiviato in Voci dal Web. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito. 4 risposte a Motociclette oggi: pericolo pubblico? o bastamoto scrive: giugno 18, 2011 alle 7:29 pm Buongiorno Giulio, innanzitutto la ringrazio per il tono contenuto del Suo commento. Abbia pazienza, ma non credo sia il caso di ripetermi per l’ennesima volta sugli stessi argomenti. La invito dunque a leggere quanto ho già riposto al Sig Cogoni. Tengo solo a precisare che quando definisco molti motociclisti (e non tutti) come incivili mi riferisco non solo alla guida, ma anche al rumore gratuito dei loro mezzi (Harley in primis ma non solo). Per me il rumore ingiustificato è un evidente segno di estrema inciviltà e di mancanza di rispetto (vd. Il canto del pompone), ma vedo che, nonostante l’abbia ribadito fino alla nausea, la categoria “non ci sente sotto questo aspetto. Evidentemente non sono stato sufficientemente chiaro, ma vedrò di rimediare in futuro. Solo un’ultima considerazione. Nonostante anche Lei abbia seguito la linea accusatoria della generalizzazione, le do atto che lo ha fatto in modo civile. Posso garantirle tuttavia che, nonostante sia in buona compagnia, il Suo è uno dei pochi commenti che posso pubblicare (per questioni di decenza e sostanza). Questo, secondo me la dice lunga sul livello di civiltà di molti e le percentuali di commenti incivili rispecchiano esattamente quelle che sono le mie valutazioni sulla categoria. Sarà un caso? In pratica: dimmi come commenti e ti dirò come ti comporti in moto! cordiali saluti, Bastamoto Replica 2. Roberto COGONI scrive: giugno 15, 2011 alle 10:52 am Buongiorno , mi presento sono Roberto COGONI ” TUONOBLU ” per gli amici motociclisti , da 31 anni in servizio alla Polizia Stradale di Roma , e consigliere dell’AMFOP ( associazione Motociclisti Forze di Polizia ) …. vorrei dire solo due parole : LA MADRE DEGLI STUPIDI E’ SEMPRE INCINTA . Mi spiego : l’educazione nella conduzione dell’auto e della moto è da ritenersi prioritaria per la NOSTRA e L’ALTRUI INCOLUMITA’ . Se poi parliamo di persone ” fuori di testa ” che montano sui loro mezzi , auto e moto , per fare quello che vogliono senza curarsi se torneranno a casa , pronti a scendere e aggredirti per uno sguardo di un altro conducente , fermo nel traffico , congestionato , parliamo di ESTREMISTI !! Persone dissociate e pericolose ….. basta accendere la TV . Qui non si tratta di guerra tra due o quattro ruote , si dovrebbe parlare di CIVILTA’ , EDUCAZIONE CIVICA , RISPETTO DEGLI ALTRI . Se poi il signore che ha scritto l’articolo , vuole conoscere meglio la nostra realta’ , lo invito a fare una visitina sul nostro sito : amfop.it , potra’ trovare con sua grande sorpresa : uscite in moto con ragazzi e ragazze NON VEDENTI come passeggeri , è del 12 giugno !!!! Manifestazioni dedicate ai bambini ricoverati nei reparti oncologici degli ospedali di Roma e provincia , consegna di derrate alimentari , giocattoli , uova di Pasqua , materiale scolastico , parchi giochi , ai ragazzi terremotati di Coppito ed Arischia in provincia dell’Aquila . Percio’ non mi ritengo minimamente coinvolto con i soggetti da lei citati . Se poi volessimo aprire una finestra di dialogo potremmo parlare della MANCAZA CRONICA DI CONTROLLO !!! Da anni non viene arruolato personale per la Polizia Stradale , che ha il compito della vigilanza stradale sull’intero territorio Italiano . Vogliamo poi parlare dei ricorsi facili e vinti per cavilli ??? . Manca la certezza della pena , NON NSI PUO’ UCCIDERE UN ALTRO ESSERE UMANO IMPUNEMENTE ….. di questo dovrebbe parlare il SIGNORE !!!! Grazie dell’eventuale spazio per la mia precisazione . Replica o bastamoto scrive: giugno 18, 2011 alle 10:03 am
  • Inviato in data pixmania, 27 Ottobre, 2011 10:35:50
    Come sospettavo ... fa più male utilizzare una penna impropriamente che cadere dalla moto! A me le protezioni da lei tanto polemizzate hanno salvato la vita in più di una occasione e consiglio a chiunque abbia questa passione di indossare sempre la tuta intera, il casco, i guanti, gli stivali e il paraschiena! Non fanno miracoli, ma a volte ci vanno molto vicino! Poi vorrei anche bacchettarla per aver utilizzato il nome di uno di noi (si, Marco questo era e rimarrà) solo ed esclusivamente per aver maggior visione ... beh, c\'entra proprio poco con le sue considerazioni sconsiderate! Piutttosto, parli dei soldi che noi versiamo a questo stato ASSASSINO che non mette in regola i guardrail assassini, le cosidette ghigliottine! Ottobre 2010 era la scadenza dell\'Unione Europea che a differenza vostra un po di sale in zucca ce l\'ha! Perchè non parla dell\'utilizzo sconsiderato delle automobili ... gli specchietti e gli indicatori di direzione non sono un option e le vorrei ricordare che guidare parlando al telefono è vietato dalle nostre leggi! Detto questo ... spero di non leggerla mai più! Un centauro ... vero!
  • Inviato in data adp, 27 Ottobre, 2011 06:21:59
    Ogni 6 ore muore un motociclista italiano, ma interessa solo ai parenti delle vittime e alle assicurazioni Categoria : News Tags: ANIA, statistiche incidenti Italia maglia nera d’Europa. Una strage che andrebbe fermata, ma non c’è consapevolezza del rischio Proprio così, gli utenti delle due ruote italiani non si rendono conto di quale reale rischio possa comportare l’uso irresponsabile della moto. Attenzione però: non stiamo parlando delle solite manovre sconsiderate e pericolose. A rendere la passione per la moto un possibile rischio per la vita può essere anche la sola inesperienza o il viaggiare senza indossare alcun tipo di protezione. La guida difensiva, unica vera “arma” dei motociclisti, pare essere sconosciuta. Se a questo aggiungiamo che i dati sugli incidenti interessano solo a chi è “sopravissuto” o a genitori apprensivi ma immobili.. il quadro è completo. In questo modo però l’informazione diventa inutile Troppi morti in moto 25 Luglio 2011 Siamo alle solite. La buona stagione ripropone drammaticamente un fenomeno che falcia molti giovani e ne costringe altrettanti sulla seggiola a rotelle. La moto, il fascino della velocità, del sorpasso, della libertà costa spesso la vita ai nostri ragazzi. E anche a persone adulte. La ragione principale è la velocità. L'inerzia accumulata da un mezzo in movimento viene espressa dalla sua energia cinetica uguale alla massa del veicolo moltiplicata per il quadrato della sua velocità, il tutto diviso per due. Una forza spaventosa contro la quale nulla possono i migliori caschi in esistenza sul mercato. Purtroppo poi la maggior parte degli automobilisti non si rende conto che la moto non può fermarsi nello spazio in cui si ferma un'auto e se il motociclista non ha vie di scarto è inevitabile l'impatto. Sono gli automobilisti che non sono mai andati in moto e che se la tirano da grandi autisti perché non hanno mai fatto incidenti. E non sanno che proprio chi non ha mai fatto incidenti è candidato a farne uno grave. Per statistica. Ma il problema maggiore, ripetiamo, sta nella velocità che ogni moto sulla strada oggi è in grado di raggiungere, anche quelle di bassa cilindrata. E' quindi il motociclista che deve fare la massima attenzione nella guida del suo bolide, avendo sempre la situazione generale davanti a sè sotto controllo e tenendo una velocità tale da consentirgli sempre una frenata o una manovra di emergenza. Solo così agendo potrà salvarsi la vita. COMMENTI 0 # davide 2011-07-27 13:15 Ben detto caro lettore, ma ai giovani sono concesse per un verso troppe e per l'altro poche cose; tutte nello stesso momento: I giovani sono confusi e non hanno nessuna cognizione di ciò che possa accadere dopo aver fatto una certa azione. Azione-reazione. Siamo come negli anni venti, quando questi si divertivano a sfidare la morte. Perchè? Perchè avevano perso gli ideali di vita, lo scopo per realizzare un futuro migliore. Siamo noi "vecchi al potere" ad un passo dalla morte che cerchiamo di portarci appresso questa meravigliosa gioventù!!! PERCHE' NON SI PARLA ANCHE DEI SUDDETTI MORTI IN MOYO ? SOLO PERCHE' NON SI CHIAMANO CON UN NOME NOTO ?