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Liberalizzazioni Farmacie: ecco il più bel regalo fatto alla lobby dei vecchiardi

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Prove tecniche di un governo politico

 

 

Il decreto “liberalizzazioni” ha disposto la possibilità di costituire 5000 nuove farmacie una ogni 3300 abitanti ma le modalità di assegnazione risultano assai inique.  
I giovani sino a 40 anni possono associarsi tra loro in maniera che l’unione faccia la forza e concorrere per titoli. Ma i titoli a 40 anni chi glieli dà? 
I farmacisti d’età compresa tra i 40 ed i 67 non potranno associarsi tra loro ma potranno partecipare al concorso per soli titoli. I baroni anziani ne avranno accumulati di titoli, cataste di titoli, montagne di master e corsi anche molto costosi elargiti, regalati a larghe mani dalle case farmaceutiche.  
La cosa veramente sconcertante  che è anche la prova di uno sfacciato favoritismo per i vecchi farmacisti piuttosto che rappresentare agevolazioni per i giovani, è non aver previsto nessuna forma di esame. La prima bozza del decreto annunciava infatti una prova a quiz che le lobby dei vegliardi hanno ostacolato e combattuto sino allo spasimo ottenendone la cancellazione (sic!). Dove mai si è visto un concorso che metta in palio una farmacia escludere prove di esame ed affidare tutto solo alla quantità dei titoli posseduti? Altro che meritocrazia, altro che liberalizzazioni per agevolare il lavoro ed il mercato. Qui si tratta di arricchire sempre i soliti noti mettendo letteralmente alla porta i giovani farmacisti. 
E lasciamo stare questa vergogna e parliamone di un’altra. Ai giovani di fascia d’età compresa tra i 40 ed i 50, solo Dio sa perché, è fatto divieto di associarsi potendo concorrere per soli titoli che, al confronto dei colleghi più anziani che hanno avuto tempo di accumularne quantità industriali, sono nulla. Le prove d’esame avrebbero dato qualche possibilità ai giovani di dimostrare la propria competenza e preparazione sopperendo in qualche modo  alla mancanza di titoli. 
Il decreto così come elaborato favorisce in pratica i vecchi farmacisti che hanno smesso di studiare, del pubblico o del privato che si sono già arricchiti e realizzati e che con questa prospettiva lucreranno per sé stessi. Ad essi, in età oramai pensionabile, viene regalata praticamente la possibilità di aggiudicarsi facilmente una farmacia le cui quote, data l’età, saranno sicuramente vendute ad altri soggetti dopo averle vinte.
E’ fondamentale eliminare tali disparità tra farmacisti bandendo il concorso per titoli ed esami uguale per tutti ed allargare la possibilità di associazione tra farmacisti sino all’età di 50 anni. Il sistema è il solo che garantisce la tanto conclamata meritocrazia  senza le solite discriminazioni. 
Meraviglia questa posizione poco “accademica” da parte di un presidente del consiglio professore ed un governo cosiddetto “tecnico”. Queste decisioni invece altro non sono che prove tecniche per un governo politico.

Invia commento comment Commenti (9 inviato)

  • Inviato in data Andrea Mandelli, 12 Marzo, 2012 12:59:58
    Per il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti le disposizioni del decreto liberalizzazioni “da una parte appiattiscono i meriti acquisiti dai candidati, dall’altra discriminano a priori una parte dei colleghi. Intendiamo impegnarci al massimo per rimediare a questa ingiustizia". “Le disposizioni sul concorso straordinario che dovrà assegnare le nuove farmacie previste dal decreto rischiano di tradursi in una mortificazione del merito e nell’azzeramento delle competenze acquisite sul campo, trasformando un concorso in una sorta di assegnazione in base a criteri burocratici”. Questo, nelle parole del presidente Andrea Mandelli, il giudizio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani sulla scelta di procedere all’assegnazione delle nuove sedi attraverso un concorso per soli titoli in cui viene operata l’equiparazione tra l’attività svolta nelle farmacie rurali sussidiate, negli esercizi di vicinato e nelle farmacie urbane. “Come abbiamo già detto – ha aggiunto Mandelli -, non si tratta di favorire questa o quella componente professionale, ma di considerare che dall’appiattimento dei meriti viene danneggiato chi ne ha acquisiti di più”. Questa circostanza, secondo la Fofi, è aggravata dalla scomparsa della prova di esame, che invece era prevista nella precedente stesura del testo. “Per un Governo che fa della meritocrazia una delle sue parole d’ordine, questa è una patente contraddizione” commenta Mandelli. “Così come congegnata, la norma impedisce a molti colleghi anche soltanto di sperare in una partecipazione positiva al concorso” aggiunge il segretario della Fofi, Maurizio Pace. “Mi riferisco ai farmacisti ospedalieri, a quelli dei servizi territoriali, ai ricercatori universitari e agli informatori scientifici del farmaco. Questi ultimi, in particolare nel Mezzogiorno, sono al centro di una gravissima crisi occupazionale. Tutti questi colleghi, i cui titoli non sono stati rivalutati, non possono nemmeno contare sulla prova d’esame per poter colmare lo svantaggio. Mi sembra evidente” conclude Pace “che sia ormai indifferibile un ripensamento complessivo dei percorsi professionali, anche dal punto di vista previdenziale”. La Federazione si è fatta promotrice di un incontro tra i rappresentanti delle componenti professionali interessate con i relatori alla Camera del decreto “Cresci Italia”. “Se anche c’è un minimo spiraglio per rimediare a questa ingiustizia intendiamo impegnarci al massimo delle nostre possibilità” conclude Andrea Mandelli.
  • Inviato in data STEFANO, 08 Marzo, 2012 16:06:58
    @ kmatica Non hai capito un punto essenziale: ogni atto del governo per diventare legge deve obbligatoriamente passare al voto del Parlamento. Dunque un governo può fare i migliori provvedimenti al mondo ma se poi gli incompetenti che siedono in Parlamento minacciano di non votartelo o lo modificano è tutta carta straccia. Per il resto l\'articolo lo condivido, personalmente lavoro da un anno e mezzo in una farmacia rurale sussidiata in un paesino di 1200 abitanti dove a volte devi sostituirti persino al medico di base essendo l\'unico operatore sanitario in loco. Dunque, non me ne vogliano i colleghi parafarmacisti, ma non potete dire che sia giusto maturare lo stesso punteggio vostro.
  • Inviato in data riccardo, 08 Marzo, 2012 14:31:10
    Ho 39 anni. 12 anni di lavoro alle dipendenze, 4 anni titolare di parafarmacia, dopo essermi licenziato, 2 anni titolare di seconda parafarmacia. Attualmente le ho cedute entrambe ed ho comprato una quota in farmaca rurale sussidiata. Ho speso un bel po\' del mio tempo a darmi da fare, ho rischiato molto, stare alle dipendenze sarebbe stato molto più semplice e meno rischioso. E\' semplice lamentarsi e piangere sempre dando la colpa agli altri, scommetto che andate pure a votare. Vedremo.
  • Inviato in data apofarma, 08 Marzo, 2012 12:12:38
    Non sono d'accordo sulle critiche al maxi-concorso. Anzitutto viene espletato per soli titoli in quanto si tratta di concorso straordinario, mentre tutti gli altri futuri concorsi (ogni due anni) saranno anche per esami. Io sono farmacista 56 enne e ho maturato un discreto punteggio; mi pare giusto che i giovani si possano associare, ma certamente i giovanissimi dovranno fare un pò di gavetta, non dico come quella che ho fatto io (30 anni) ma almeno un pò. D'altronde io ho già vinto un concorso e non mi hanno fatto aprire la mia sede. Cosa dovrei dire allora? Cosa dovrei fare? Suicidarmi? E allora calma e gesso. Il collega andrea64 credo può stare tranquillo; con tutte le sedi messe a concorso e con 21 anni di collaborazione, qualcosa la vincerà; magari non a Roma centro, ma vedrà che si sistemerà. I giovani devono essere occupati, ma un pò di gavetta è di rigore.
  • Inviato in data alberto, 08 Marzo, 2012 08:51:40
    Condivido in pieno l'articolo.Con qusto concorso si abolisce la meritrocazia e vinceranno iraccomandati farmacisti rurali e parafarmacisti.Sarebbe giusto che il concorso fosse fatto anche per esami dando la possibilità di associarsi fino a 50 anni .Un farmacista non può essere considerato vecchio ade sempio se ha 46 anni.
  • Inviato in data kmatica, 07 Marzo, 2012 18:06:25
    @stefano A pensar male Monti fa il suo lavoro ed i partiti lo ostacolano.Mi ricorda molto il gioco delle parti. A pensar bene, Monti fa il suo lavoro ma i partiti lo ostacolano, però non mi risulta che si sia spelato le mani e tantomeno la voce per denunciare ciò. Consideriamo i fatti e non le impressioni, poichè i fatti portano inesorabilmente ad un'unica conclusione: di certo non sta facendo gli interessi di questo paese.
  • Inviato in data Dipietro Maria, 07 Marzo, 2012 18:06:25
    mi sembra di capire che a parità di titoli vince il più giovane e poi 10 punti li possono raggiungere anche i 35enni se hanno lavorato alcuni anni nelle rurali sussidiate, siete sicuri di aver capito o è la solita italica inutile lagna di tutto, infine con gli esami si va alle calende greche, forse è questo lo scopo della lamentela....non farne aprire a nessuno, altro che vecchi...
  • Inviato in data andrea64, 07 Marzo, 2012 18:06:25
    Io sono un farmacista collaboratore di 46 anni con 21 anni di anzianità lavorativa in una farmacia urbana.Al concorso nonostante l'anzianità di servizio ho 0 probabilità di vincere il concorso perchè i farmacisti rurali e i parafarmacisti hanno una maggiorazione del 40% dei loro titoli.Con questo concorso senza esami viene abolita la meritrocazia.Sarebbe giusto che il concorso fosse fatto anche per esami e non solo per titoli per premiare i farmacisti rurali.A 46 anni per questo concorso vengo considerato vecchio .Sarebbe giusto non essere considerati vecchi a 46 anni e dare la possibilità di associarsi fra farmacisti fino ai 50 anni.Questo è lo sfogo di un farmacista considerato vecchio a 46 anni che ha 0 probabilità di vincere il concorso.
  • Inviato in data STEFANO, 07 Marzo, 2012 09:57:55
    Ti ricordo che il professor Monti il decreto lo aveva fatto bene, lo hanno modificato i senatori nel maxiemendamento, il governo fa ottime cose sono i prlamentari ad essere inetti!