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ITALIANI ALL'ESTERO: SERVE IL PARTITO E SI DEVE FARE QUI E SUBITO

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SIAMO ANCORA IN TEMPO PER UN'AZIONE IN CONTROPIEDE

 

“A tutti gli italiani della terra” è stato il titolo di dodici editoriali con i quali, attraverso questo giornale, ho voluto affrontare una questione molto delicata inerente le comunità italiane all’estero. Il primo articolo in questo senso risale ad epoche non sospette e cioè al 20 settembre 2007.

Sono anni ormai che la novità costituzionale mi affascina per gli sviluppi imprevedibili che avrebbe potuto apportare perciò l’ho seguita da vicino con la mia presenza fisica alle Camere. Il nocciolo  di questa questione sarebbe dovuto maturare lentamente e, soprattutto, spontaneamente. Così non è stato e me ne assumo per intero la colpa. D’altronde non era neanche possibile essere espliciti tout court per non ingenerare false convinzioni o reazioni fuori luogo. Saper scrivere significa anche questo. Devo ammettere di non aver saputo scrivere, quindi di non aver saputo comunicare.

E’ meglio dunque che io non mi dilunghi oltre nel riassunto delle puntate precedenti e vada subito al sodo. L’esperienza del voto degli italiani all’estero, per certi versi entusiasmante, vede ultimamente il suo epilogo. Epilogo che non è di oggi o di ieri, ma di molto, molto tempo prima. Non è stato denunciato abbastanza nei modi convenienti dalle istituzioni anche per un approccio alla politica tante volte infantile quando non interessato. Si è confuso il rapporto sul territorio che i politici italiani hanno nelle loro circoscrizioni in Italia con il rapporto degli eletti all’estero in quelle estere. Sarebbe comunque un peccato se questa esperienza dovesse trovare definitivamente fine. Per poter provvedere in tempo è necessario fare subito un qualcosa che devii la macchina sulla strada giusta con una sterzata che riporti il tutto alla normalità. Non c’è nessun’altra possibilità di incidere sulle istituzioni, nei palazzi che contano, se non si ha un partito alle spalle. Un partito che prima non esisteva e che oggi esiste senza i vincoli della logica esistente. Né Forza Italia, né Popolo della Libertà, né Alleanza Nazionale, né Partito Democratico, né Italia dei Valori, insomma né Nessuno di quelli che esistono e che hanno sfiancato la pazienza e la sopportazione di tutti gli italiani. Questa constatazione semplice ed elementare sarà bollata semplicisticamente come antipolitica da chi neanche conosce il significato dell’antipolitica.

Organizzare un partito che vi rappresenti significa una cosa sola e risolutiva: entrare in Parlamento con una rappresentanza che configuri un Gruppo parlamentare. Ciò vuol dire che un gruppo avrà la forza contrattuale, nelle alleanze di governo, che farà sentire la propria voce in fase di programma ma soprattutto in relazione alle decisioni in Commissione ed in aula con il loro voto. La politica funziona così: più voti in aula hai e più conti, altrimenti ciccia. Ora, gli eletti all’estero sino a questo momento hanno dovuto affidarsi ai loro partiti di riferimento per poter mandare avanti le loro istanze, hanno dovuto pregare le segreterie di partito per potersi fare appoggiare. Hanno dovuto persino pregare il loro capogruppo per poter parlare in aula e se lo hanno fatto era nelle ore più impensate e nelle giornate dove oltre all’oratore, c’era il Presidente e nessun altro. Quindi nessuno degli eletti all’estero ha responsabilità. Essi sono latori di un alibi di ferro che non è la pezza a colori procurata apposta per giustificarsi, ma la realtà. In effetti, non si è potuto verificare la forza e la portata della loro efficienza proprio perché non hanno avuto l’appoggio propulsivo di un partito.

Che grande opportunità avete per poter portare anche una ventata di aria pulita in Italia. Voi servite molto di più di quanto non siano servite le vostre rimesse negli anni dell’emigrazione selvaggia per fame ed indigenza. Come avete fatto a non odiare questo paese che vi ha lasciato partire con i buchi nelle scarpe e la pena nel cuore? Avere la consapevolezza che quelle banchine del porto erano, di fatto, il capezzale dei vostri cari lasciati in patria morti vivi per avere la convinzione già dalla partenza di non rivederli mai più?

Insomma, siete tanti, siete milioni, avete materialmente la possibilità di formare un partito che entri in parlamento. Non abbandonate la speranza, riunitevi spontaneamente e siate voi a convocare i Presidenti di Comites. Scoprite chi è fortemente politicizzato e scartatelo se non vi convince. Prendete il vostro destino con le mani e portatelo in parlamento. Avete la forza dei numeri. Non fatevi ingabbiare nella logica della politica italiana. Diffidate di quanti si fanno vedere in pubblico ed ogni occasione è buona per potersi mettere in prima fila. Lasciate stare le promesse impossibili che vogliono garantire solo la conservazione del portafoglio elettorale. Sappiate che non vi regalerà più niente nessuno. E se soffrite perché vostro figlio o vostra figlia parlano solo straniero, ricordatevi che avete dei diritti ed una forza contrattuale potente, forte, un trapano appuntito. Riunitevi da soli, riorganizzatevi in proprio, escludete tutti quelli che da troppi anni sono sulla ribalta e che predicano solo e sempre le stesse nenie. Voi avete diritto di sedervi nei primi posti della platea. Voi siete i protagonisti a voi devono essere riservati quei posti dove siedono di solito le signore delle personalità.

Con un partito, con dei numeri “attivi” fatto anche da italiani in Italia sarete capaci di portare avanti le vostre istanze che non sono solo le solite cosette, ma proponetevi come forza propulsiva del paese. Diventate parte integrante, Compartimento del Ministero degli Esteri proponendo, attraverso i vostri rappresentanti che vi sarete scelti a seconda del sistema elettorale vigente, soluzioni innovative per l’economia italiana.
Siate interpreti nuovi dell’Innovazione politica e culturale dell’Italia. Innovatori di problematiche divenute mondiali oltre che nazionali. Pensate al futuro in termini positivi, lasciate stare i burocrati che a forza di carte, verbali, elezioni locali, vi ammorbano prendendo proprio tutto il vostro tempo non lasciandovi neanche la possibilità, se non a fine serata, di dire al Guru di turno: Onorevole, le ricordo la questione di mio figlio e sentirsi rispondere “sto provvedendo, vedendo non ti preoccupare.

Innovare significa darsi una configurazione programmatica che nel medio e lungo periodo vi possa mettere in una condizione di primeggiare ed essere propositivi per il vostro stesso futuro, per quello dell’Italia e delle vostre famiglie. Svegliatevi dal torpore nel quale le sale dei convegni inutili e dispendiosi vi hanno trascinato per anni. Datevi un futuro, avvicinatevi alla rete internet, studiate il computer, comunicate tra voi in tempo reale, informatevi informando, non delegate alle mezze tacche, ai praticoni, agli affaristi per colpa dei quali voi venite giudicati solo una spesa. Portate la vostra esperienza acquisita in paesi più progrediti qui in madre patria. Voi avete molte cose da dire. Non fate che il vostro rimpianto qualche volta a giusta ragione divenuto rancore vi coinvolga nell’immobilismo.

Non accettate più istituzioni che vi hanno raccontato favolette facendovi tornare a casa come degli zombi senza niente in mano con l’unica convinzione che non si era combinato nulla ancora una volta.

Vi propongo la creazione di un partito, non un movimento né associazione perché ce ne sono già tante utilissime peraltro anche se sarebbe auspicabile meno manipolazione politica e meno strumentalizzazioni. Vi propongo un partito perché è la sola cosa che potete ancora fare alla grande. Vi propongo il partito perché ho toccato con mano l’impotenza che si taglia con il coltello del pane. Vi propongo un partito perché al tavolo buono dove si decide possiate dire –NO- non voto. Vi propongo un partito affinché i vostri rappresentanti eletti in parlamento non rispondano ed obbediscano ad alcuna logica becera di partito e possano negare la fiducia al governo quando occorre. Vi propongo un partito per togliervi dalle scarpe quelle pietre che sono in realtà il retaggio della mortificazione perpetrata negli anni e che ultimamente ha raggiunto il suo apice.

Per fare tutto questo però una cosa indispensabile è cambiare la legge elettorale sul voto all’estero, abolire la Circoscrizione Estero e chiedere il voto per corrispondenza per evitarvi viaggi solo dispendiosi. Ciò che avviene già in alcuni paesi europei di gran lunga più civili del nostro potrà avvenire anche qui.
Non per incostituzionalità dell’articolo 8 della legge con la Costituzione italiana, non per evidenti limitazioni ed incongruenze tanto spesso denunciate, non per artato, voluto errore, ma semplicemente perché alla prova dei fatti, la Circoscrizione Estero ha rappresentato un limite alla vostra forza. Sapete cosa significano 18 parlamentari divisi tra Camera e Senato per giunta divisi ancora in cinque partiti? Dovete chiedere l’abolizione della circoscrizione estero perché, alla prova sul campo ha dimostrato tutte le sue pecche limitando di fatto e sottraendo a voi la forza della quale naturalmente siete portatori. L’occasione è prossima con la riforma della legge elettorale italiana tante volte annunciata.

Non credete neanche che bisogna essere residenti all’estero per forza di cose per rappresentarvi. Questa è demagogia da parte di chi detiene la sicurezza della politica con la quale ottenere un consenso fasullo. Non è vero che le vostre problematiche le conosce solo chi vive all’estero. Non occorre essere residenti all’estero quindi per farvi partecipare ad un progetto di innovazione a partire da voi stessi in primis e poi per continuare nel vostro progetto zeppo di propulsione. Se la paura è quella che saranno eletti solo i parlamentari di lungo corso, i furboni vecchi della politica, posso assicurarvi che neanche questo è vero. Questo partito dovrebbe avere una sua lista alla quale accederanno solo persone che nulla hanno a che fare con le nomenclature dei partiti. Voi stessi deciderete la lista dei nomi insieme a quanti dei vostri rappresentanti sul territorio vorranno contribuire.

E’ ora di smetterla di leggere imbrogli elettorali di gente che entra ed esce dal Parlamento senza averne diritto come noi entriamo ed usciamo dalla porta del bagno. E’ ora di porre un punto fermo alla vecchia organizzazione delle vostre comunità fatta di incontri noiosi ed improduttivi.
Vi propongo un partito perché non avete niente altro da fare. Speravo veramente che i dodici editoriali che ho scritto “A tutti gli italiani della terra” fossero efficaci per farvi organizzare in questo senso già dal settembre 2007. Ma se tutto ciò non è avvenuto è perché non si ha nessun interesse a che voi diveniate un partito. Cambiate la vostra storia e cambiatela in meglio soprattutto per i vostri figli e per questa nazione che sta nauseando anche i più incorreggibili ottimisti. Per quanto mi riguarda mi rendo disponibile ad aiutarvi in questa organizzazione come voce che faccia da spinta a prendere una decisione.

 

N.B.: Al presente modulo compilato dovrà essere allegato copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. Scritto in stampatello (fatte salve le firme)

 

Scaricare il modulo di adesione   oppure copia, incolla e stampa

Il presente modulo compilato con allegato copia di un documento di riconoscimento in corso di validità può essere inviato: via posta ordinaria, via fax,  oppure recapitato a mano a: 

Partito per il Partito Italiani all’Estero c/o Avv. Salvatore VigliaVia Veneto, 108 -00187 – Roma (ITALY)  

via fax:All’attenzione di Salvatore Viglia

Fax: +39 06 5022036  06 42014549 Tel. 06 5022036 Cell. 3383693744                                                                                                                                                    

Modulo di adesione

 

Associazione per il Partito Italiani all’Estero Il sottoscritto: 

NOME:

COGNOME:

NATO IL:

GIORNO                                MESE                           ANNO

NEL COMUNE DI:                    PROVINCIA                    STATO

RESIDENTE IN:                             VIA                                 NUMERO

NEL COMUNE DI                     PROVINCIA DI                STATO

TELEFONO FISSO:                  TELEFONO MOBILE

E-MAIL:

TITOLO DI STUDIO O PROFESSIONE

CHIEDE  

di aderire all’Associazione per il Partito Italiani all’Estero condividendone le finalità e le modalità operative e di non appartenere ed essere estraneo ad associazioni e/o partiti politici aventi finalità contrastanti con quelle del partito. Consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi o  contenenti dati non più rispondenti a verità sono puniti ai sensi del Codice Penale e delle norme speciali in materia, il/la sottoscritto/a dichiara di essere incensurato e senza carichi giudiziari pendenti. Accetto ai sensi del Decreto Legislativo 196/03 che i miei dati personali siano utilizzati a fini promozionali e nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari in relazione alle attività dell' Associazione per il Partito Italiani all’Estero e che potrò, in qualsiasi momento, inviare aggiornamenti o richiedere l'eventuale cancellazione tramite comunicazione scritta. 

Firma _________________________________ 

Luogo:__________ Data   

 

Invia commento comment Commenti (71 inviato)

  • Inviato in data luigi pugliatti, 01 Luglio, 2013 19:22:35
    Credo che più che un partito vadano definite le modalità di partecipazione alle decisioni ed al voto . Andrebbero definite modalità di partecipazione dirette sia al voto che alle consultazioni, attraverso un trasparente sistema di voto on line
  • Inviato in data emanuela musso, 21 Aprile, 2013 13:24:39
    Basta nuovi partiti. Serve il MoVimento 5 Stelle per gli Italiani all\'Estero. Si potrebbe chiamarlo per esempio M5SIE. L\'unione fa la forza.
  • Inviato in data emanuela musso, 21 Aprile, 2013 13:24:39
    Basta nuovi partiti. Serve il MoVimento 5 Stelle per gli Italiani all\\'Estero. Si potrebbe chiamarlo per esempio M5SIE. L\\'unione fa la forza.
  • Inviato in data emanuela musso, 21 Aprile, 2013 12:48:47
    Basta nuovi partiti. Serve il MoVimento 5 Stelle per gli Italiani all\'Estero. Si potrebbe chiamarlo per esempio M5SIE. L\'unione fa la forza.
  • Inviato in data mario19, 22 Febbraio, 2013 00:33:59
    un altro partito ? NOOOO ! Vi prego tutto ma non un altro partito ! Non se ne può più vi rpego BASTAAAA !
  • Inviato in data jose ferro, 15 Febbraio, 2012 15:05:07
    le pido este gran favor si puede ayudarme como hago para saber en que lugar y sitio nació abuelo sé que nació en Italia finales del siglo IXX y murió en Venezuela
  • Inviato in data elio Vergna, 27 Novembre, 2011 20:53:04
    Ma quale partito degli italiani all' estero per favore... Servirebbe solo a chi lo fa'. Abbiamo gia i nostri partiti, e ci bastano . Assolutamente sconsigliato,farebbe il gioco del dividi e impera, cosi da frantumare e separare . NO Basta cose inutili. Difendiamo quello che gia abbiamo!
  • Inviato in data Ciro, 27 Gennaio, 2010 16:13:43
    ma chi stiamo aspettando
  • Inviato in data Carmine Gonnella , 30 Ottobre, 2008 14:58:41
    Guarda Ivo che la legge elettorale all’ estero e’ una delle migliori nonostante i brogli dovuti a mancanza di senso civico dei “cittadini “ italiani all’ estero. Se c’e’ una legge elettorale che andrebbe cambiata e’ quella nazionale che non prevede le preferenze Con le liste bloccate poi’ si corre il rischio di eleggere le persone sbagliate e non scelte democraticamente come si fa in tutti i paesi democratici.
  • Inviato in data IVO BELLACCINI, 29 Ottobre, 2008 07:19:45
    Caro Viglia. Leggo tanti interventi per l'elezione dei comites a marzo del 2009, ma anche tu credi ed i tuoi lettori credono sia iusto votare con questa legge elettorale ? non sarebbe meglio rivedere la legge sul ruolo dei comites e votare con una nuova legge elettorale che impedisca i brogli e le truffe delle precedenti elezioni ? A me sembra che chiede di votare ora voglia prendere in giro i milioni di italiani all'estero !!! ivo bellaccini presidente associazione pensionati rd
  • Inviato in data Carmen Olivieri, 28 Ottobre, 2008 15:42:27
    Io vorrei sapere perchè per una cosa così importante i 18 lavoratori nostri al parlamento non dicono una parola. Gli brucia qualcosa si vede. hanno paura che il partito gli tolga quello che hanno. ma quali sono i programmi per il futuro secondo loro? chiamarci nelle piazze? abbiamo fatto proprio un bell'affare ad òeggerli
  • Inviato in data Carmen Olivieri, 26 Ottobre, 2008 17:29:00
    Un partito è quello che ci voleva finalmente. perchè non è venuto in mente prima? L'iscrizione è gratuita? Mai sentito.
  • Inviato in data Emma Di Fiore, 22 Ottobre, 2008 21:43:08
    Noi all'estero siamo dimenticati. lonorevole che viene qui ci racconta solo cose inutili e non ascolta quello che diciamo noi perchè parla al telefono. Ma io lo dico a mio marito lasciali perdere che non gli interessa di noi di che fine facciamo, almeno speriamo che questo partito non ci sono in mezzo tutti questi.
  • Inviato in data Massimo Preziuso, 22 Ottobre, 2008 20:31:23
    In bocca al lupo, Salvatore. Ottima idea. Son sicuro che porterà innovazione e ottimi risultati. Massimo Preziuso
  • Inviato in data Michele Corazzesi, 21 Ottobre, 2008 13:23:46
    Si, è il tentativo di screditare l'iniziativa ma dimostra anche che è una idea giusta perchè questa riluttanza testimonia interesse e paura per il Partito Italiani all'estero. Andiamo avanti perchè più tentano di sceditarci, più questo significa che deve essere fattyo. Io mi sono iscritto ieri.
  • Inviato in data Angelo Pressi, 21 Ottobre, 2008 13:18:35
    In giro si dice che questa del Partito è una bufala per bocca di qualche eletto all'estero, che la cosa finirà così come è nata ma la gente si sta incuriosendo nolto anche se è stufa. Molti si chiedono: che cosa stanno facendo? Ma soprattutto che programmi hanno per il futuro? Solo riunioni? Ebbene disertiamoli questi incontri inutili. Basta con questi che vengono a parlare di cose che non esistono né in celo né in terra! Oggi ho sottosacritto la mia adesione al Partito insieme a quella di 15 amici.
  • Inviato in data Luigi Falconara, 20 Ottobre, 2008 20:04:39
    PARTITO ITALIANI ALL’ESTERO: TUTTI GLI ELETTI ALL’ESTERO FANNO FINTA DI NIENTE di Luigi Falconara Il silenzio dei 18 parlamentari eletti all’estero, è sintomatico. In realtà le comunità italiane all’estero stanno capendo che questa posizione non li ripaga e se pensano che stando zitti, la cosa si dimenticherà, si sbagliano di grosso. Dalle mie parti c’è un grosso fermento. Una palla di neve è destinata a divenire valanga. Si discute nei bar, nei punti di ritrovo ed i consensi all’ipotesi di un Partito Italiani all’Estero, sta sollecitando gli entusiasmi di molti. Praticamente con questa indifferenza ostentata dal silenzio più ingiustificato, essi stanno praticamente dicendo “hanno ragione a fare il partito”. Nello stesso tempo mettono nero su bianco, con il loro silenzio, come in una carta bollata le loro intenzioni recondite di nicchia: non lo vogliono. Questi si presentano ai convegni, alle riunioni come se fossero delle star lusingando la gente con discussioni forbite piene di inutili parole che, sostanzialmente vogliono solo dire” votatemi sempre anche alle prossime elezioni”. Ma le loro dichiarazioni ufficiali, denunciano solo disastri e tagli per gli italiani all’estero. Hanno fallito su tutta la linea da destra a sinistra, cosa vengono ancora a raccontarci? Ci dicano che il Partito è impossibile, ci dicano che non si può fare, ci vengano a fare una volta tanto una discussione costruttiva e programmatica. Nulla! Ma ciò che si sta muovendo nelle comunità non sono chiacchiere, non si tratta di sensazioni, questi sono fatti. Eppure, se fossero stati un minimo intelligenti e lungimiranti nonché onesti nel prendere atto di una situazione ormai allo sfascio totale, avrebbero potuto, almeno qualcuno di questi se non tutti, aderire subito all’iniziativa. In questo modo avrebbero dimostrato almeno la loro buona fede. Invece non se ne deve parlare ed allora niente buona fede. La pensione l’avranno tutti considerando che questo governo sarà in piedi il tempo necessario, di cosa avrebbero paura? Forse di perdere la sicurezza di poter essere eletti all’estero nei parlamenti di residenza perché con il loro bacino elettorale hanno questa possibilità e certezza? Ma allora non si accontentano proprio mai. Neanche si potrebbe ipotizzare che l’idea del partito sia tanto bislacca da non suscitare una loro reazione. Che ce ne facciamo di 12 deputati e sei senatori così? Senza contare che qualcuno di questi non si è mai visto né sentito in questa legislatura sino a questo momento. Mobilitiamoci anche per le strade dove i nostri connazionali all’estero spesso camminano sotto muri ad occhi bassi. Facciamo finalmente questo cavolo di partito, poi vedremo.
  • Inviato in data Carmine Gonnella , 20 Ottobre, 2008 19:32:54
    PARTITO ITALIANI ALL’ESTERO: ELETTI ALL’ ESTERO, LASCIAMO CHE SIA LA STORIA A GIUDICARLI Sara’ la storia a giudicarli, a noi cittadini italiani all’ estero basti che siamo uniti nel difendere i nostri sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione: diritto al voto e pari dignita’ Questo e’ sancito dall’ articolo terzo il resto e’ pura... Gli eletti all’ estero hanno fatto la loro scelta: “ il servilismo partitico”. Noi dobbiamo concentrarci in primis sulla nuova legge elettorale che non intacchi i nostri diritti di cittadini italiani. Io che non ho fatto il liceo classico ma quello scientifico amo i calcoli. Con il voto via posta a tutte le elezioni, possiamo essere una forza motrice, per il futuro del nostro paese. Come ho sempre ribadito un solo cittadino all’ estero che vota alla pari vale piu’ di 18 eletti all’ estero. E allora non lasciamoci succhiare dalla nuova voragine che e’ venuta a crearsi ultimamente. Il partito italiani all’ estero, bisogna forgiarlo su dei principi alternativi e non basato su motivi di risentimenti verso l’ uno o altro partito.
  • Inviato in data Carmine Gonnella , 20 Ottobre, 2008 18:48:42
    Caro Dario .. callma e sangue freddo ...il mondo non fu creato in soli sette giorni
  • Inviato in data Dario Ghezzi, 20 Ottobre, 2008 17:34:03
    Prego i lettori di leggere questo comunicato stampa fresco fresco dell’on. Fabio Porta pubblicato su questo giornale. Uno degli eletti all’estero che non serve a nessuno men che meno alla gente italiana all’estero. Sono indignato dalla sfacciataggine dell’on. dettata dalla sua impotenza mostruosa ed irreversibile. COSA STIAMO ASPETTANDO A METTERE SU IL PARTITO? Saremo gente sfortunata ma non imbecille. Conosco tantissimi italiani all’estero che sono il fiore della nostra italianità. FACCIAMO L’ULTIMO SFORZO PRIMA DI ABBANDONARE L’IDEA DI RIUSCIRE AD EMERGERE. NON FACCIAMOCI TRATTARE COSI’, NON E’ GIUSTO. Cosa li abbiamo votati a fare questi deputati? Per sentirci dire solo cose di questo tipo? Cosa speriamo accada all’improvviso? Continentale Cgie America Latina: l’On. Fabio Porta (PD) partecipa e interviene ai lavori, condividendo le preoccupazioni dei consiglieri latino-americani e annunciando la presentazione di emendamenti per correggere in Parlamento i forti tagli previsti dalla finanziaria. Intervenendo ai lavori della conferenza continentale del Cgie a Rio de Janeiro, l’On. Fabio Porta (PD) ha illustrato ai presenti la DRAMMATICITÀ DELLA SITUAZIONE CONSEGUENTE AI TAGLI IN CORSO E PREVISTI PER I PROSSIMI ANNI IN RELAZIONE AI PROGRAMMI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO. Il parlamentare italiano, eletto nella Ripartizione Sudamerica nelle liste del Partito Democratico, ha fatto proprie le parole del Segretario Generale del Cgie Elio Carozza, alle quali avevano fatto eco nella tre-giorni dei lavori la maggioranza dei consiglieri del Cgie eletti in America Latina. “In questo continente – ha dichiarato il Vice Presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera dei Deputati – I ‘TAGLI’ SARANNO ANCORA PIÙ GRAVI E PROFONDI: LA RIDUZIONE DEI FONDI DESTINATI ALL’ASSISTENZA AVREBBE INFATTI CONSEGUENZE IMMEDIATE SULLA VITA DI MIGLIAIA DI PERSONE INDIGENTI CHE SCONTEREBBERO ANCORA UNA VOLTA IL GRAVE ‘PECCATO’ DI AVERE SCELTO – SPESSO OBBLIGATI – DI EMIGRARE ALL’ESTERO”. Anche la prossima Conferenza Mondiale dei Giovani Italiani nel Mondo, secondo l’On. Porta, rischia di servire a poco ed essere un buco nell’acqua “se non si garantiranno le condizioni minime, anche con le relative risorse, di continuità negli anni a venire”. Per tutte queste ragioni il deputato ha preannunciato “la presentazione, insieme ai colleghi del Partito Democratico, di una serie di emendamenti volti a ripristinare totalmente o parzialmente le gravi decurtazioni operate dalla finanziaria ai principali capitolo della Direzione Generale del Ministero degli Esteri in materia di Emigrazione”. Associandosi all’invito alla mobilitazione contenuto nella lettera del Segretario Generale del Cgie e a quanto dichiarato dai consiglieri della continentale Cgie riunitasi a Rio de Janeiro, l’On. Fabio Porta si e’ detto pronto a MOBILITARSI “INSIEME ALLE NOSTRE COMUNITÀ PRESENTI IN TUTTO IL MONDO PER FARE ARRIVARE ALTA A ROMA LA VOCE DI RABBIA, MALCONTENTO E DELUSIONE DEI NOSTRI CONNAZIONALI CON RIFERIMENTO ALLA SERIE DI TAGLI PREVISTI DALLA FINANZIARIA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO”. Caro onorevole, ma si rende conto di quello che ha sottoscritto? Perché non si dimette subito piuttosto che continuare a prendere in giro le comunità degli italiani all'estero. Perché non si scrive anche lei al nuovo partito e fa qualcosa di importante finalmente? Non prova neanche un po' di vergogna a mostrare in tutta la sua magnificenza la sua disarmante impotenza? Si dimetta creda a me, lei non serve a nessuno, solo a sé stesso.
  • Inviato in data IVO BELLACCINI, 20 Ottobre, 2008 14:17:40
    CARO CARMINE CHE E\\' UN MANGIA MANGIA E\\' TANTO TEMPO CHE ME NE SONO ACCORTO... IN QUANTO AL MIO AMICO ZACCHERA HA SEMPRE DICHIARATO CHE VUOLE ABOLIRE GLI SPRECHI E LE SPESE INUTILI ALL\\'ESTERO ORA SI TROVA IN UNA POSIZIONE IMPORTANTE PER FARLO. IN QUANTO AL RESTO NON FACCIAMO UN PARTITO DELLE PROTESTE CI STA GIA\\' BEPPE GRILLO E DI PIETRO CHE LO FANNO MI MERAVIGLIANO I PARLAMENTARI DE L\\'ITALIA DEI VALORI CHE NON I SONO OPPOSTI AI RECENTI AUMENTI. IVO BELLACCINI REPUBBLICA DOMINICANA