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Il presepe campano: tra realismo e tradizione

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Il presepe è entrato da secoli a far parte dell’immaginario collettivo con grande forza e impeto.
Immortalato con maestria da Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”, ha origini antichissime e ben radicate nel costume sociale.
Il primo documento ufficiale in cui viene menzionato il termine presepio(mangiatoia), nella chiesa di Santa Maria del presepe,  risale addirittura al 1025. La leggenda vuole che il primo presepe sia stato allestito da San Francesco d’Assisi in un bosco presso Greccio nel 1223. E’ proprio alla comunità francescana che si deve, in Campania, la sua diffusione in chiave di commemorazione domestico-familiare e non prettamente rituale-celebrativa.
La natura del presepe è senza alcun dubbio rappresentativa del realismo che caratterizza la cultura e l’arte napoletana, in cui il valore dell’identificazione assume un aspetto preponderante.
Passeggiare tra le celebri vetrine delle botteghe di San Gregorio Armeno è come fare un tuffo in un passato che riemerge senza pudori, fiero di essere vivo

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