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Nella Puglia imperiale di Federico II di Svezia con un treno d’epoca degli anni 30

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Una bella iniziativa che coinvolgerà domenica 16 maggio 2010 molti amanti ed appassionati dei viaggi su treno d’epoca. Si tratta di un viaggio con un treno a trazione elettrica organizzato dall’A.T.S.P.-Onlus Taranto (Associazione Treni Storici Puglia) in collaborazione con Trenitalia, che partendo dalla stazione ferroviaria di Taranto (ore 6,50), dopo una fermata nella stazione di Massafra, proseguirà per Bari Centrale (arrivo ore 7,40 e partenza alle ore 8,20) e poi per Trani, ove giungerà alle ore 9,30. Visita libera dei partecipanti a questa città d’arte, nota per le sue bellezze artistiche che richiamano ad un glorioso passato. Da visitare, in particolare: porto, Cattedrale romanica di S. Nicola, Castello Svevo di Federico II, Chiesa Dei Templari, quartiere ebraico, Sinagoga S. M. Scolanova. Il treno ripartirà da Trani alle ore 17,30, fermata a Bari (ore 18,15) e quindi proseguimento per Taranto, ove giungerà alle ore 19,30. Per qualsiasi informazione e per prenotazione di posti (obbligatoria), gli interessati possono rivolgersi a questi numeri telefonici: Tel.Fax 0997332502; 3403347995 (Presidente Oreste Serrano); 3283 118922 (dott. Stefano Serrano). Ancora efficienti il locomotore elettrico E 626.185 del 1935 ed E 636 318 del 1959; 5 storiche vetture  “centoporte” con interni in legno e una elegante prima classe, e due postali, datate  tra il 1931 ed il ’48, grazie all’impegno di Trenitalia e dell’Associazione A.T.S.P. – Onlus di Taranto (Associazione Treni Storici Puglia), convenzionata con Trenitalia per la cura,  la manutenzione e la commercializzazione del Treno storico.  L’Associazione Treni Storici Puglia-Onlus cura: assistenza tecnica al viaggio; descrizione storica dei rotabili; cenni sulla Storia delle Ferrovie dello Stato (FS); mostra didattica d’immagini d’epoca allestita su storico postale (DUz); punto ristoro.
L’Associazione Treni Storici Puglia opera da oltre dieci anni all’interno del Deposito Locomotive di Taranto ed è nata con lo scopo di recuperare, restaurare e rendere efficienti i rotabili di un certo interesse storico. Dal 1988, anno in cui arrivò da Foggia la E 636 318 insieme alla E 636 407, è incominciato il recupero prima estetico e poi funzionale della prima locomotiva; seguita a breve tempo dalla E 626 185 e da dieci carrozze “centoporte “ provenienti tutte dal D.L. di Foggia.
I primi anni sono serviti per i lavori di restauro dei mezzi, e il 2003 ha visto la presa in consegna dei rotabili da parte di Trenitalia, Direzione del Trasporto Regionale Puglia, per inserirli nel parco storico e dare inizio all’effettuazione dei treni d’epoca. Questo è stato il primo ed originario nucleo di rotabili storici con cui l’ATSP ha organizzato più di 60 treni, movimentando più di 30.000 persone, con un ricavo per Trenitalia di oltre 200.000,00 €.
I treni effettuati sono andati oltre la Puglia, toccando le Regioni della Basilicata, della Campania, delle Marche, della Calabria, dell’Abruzzo. Il Deposito Locomotive di Taranto, che in quegli anni cambiava intestazione divenendo “Officina Manutenzioni Rotabili”,  è diventato la base operativa dei treni storici, dove venivano effettuate le manutenzioni da parte di Trenitalia e dell’Associazione stessa, che nel frattempo otteneva una convenzione per questi scopi. L’area riservata ai rotabili storici veniva definita nella zona nord-est del deposito,  sui binari 12-13-14-15-16. In questa zona opera da allora l’ATSP che in forma autonoma provvede alla manutenzione ordinaria, alla cura estetica interna ed esterna dei mezzi e custodisce i propri attrezzi di lavoro. Per convenzione si utilizzano anche le strutture dell’Officina. Intanto l’associazione nel corso degli anni si è sempre impegnata nel recupero di altri mezzi e con il consenso della Direzione ha fatto arrivare nel Deposito di Taranto numerosi altri mezzi, restaurandoli e portandoli all’efficienza piena. Contemporaneamente ha avviato le procedure di tutela storica, arrivate finalmente in questi giorni alla fase finale, triplicando il numero originario. L’assegnazione di rotabili storici di Trenitalia alle OML di Taranto; la stipula di un’intesa che permette anche ai rotabili delle Ferrovie del Sud est di essere presenti nel deposito; la sede operativa dell’Associazione Treni storici Puglia che detiene una propria sede sociale ricca di cimeli, libri e oggetti vari; i quattro magazzini ricchi di scorte, porta alla costituzione di un “Museo vivente” che, nei progetti stessi dell’Associazione, è stato in questi giorni ufficializzato dal Direttore del Trasporto Regionale Puglia presso la dirigenza delle Ferrovie dello Stato per chiederne il consenso e i finanziamenti per la sistemazione dell’area espositiva. Il Nucleo Rotabili Storici di Taranto sta per diventare una realtà. La consistenza dei mezzi che vanno dalla macchina a vapore, a quelle elettriche e a quelle diesel, con una tipologia di carrozze unica ed eterogenea in Italia; la loro efficienza e bellezza ne fanno un patrimonio di inestimabile valore  che ora possono essere mostrati alle scuole, alle Associazioni, agli appassionati alla gente comune, nella loro piena vitalità.
Deposito rotabili storici di Taranto (rotabili storici di Trenitalia). Il treno Storico della Puglia di Trenitalia è composto dai seguenti rotabili: 1.E 626 185 locomotiva elettrica del 1935;2. E 636 318 locomotiva elettrica del 1959; 3. E 424 049 locomotiva elettrica del 1948; 4. E 646 028 locomotiva elettrica del 1962; 5 D 443 1030 locomotiva diesel da treno; 6. Az 21006 carrozza 1 cl. nei colori bruno/isabella degli anni delle F.S. dal 1935 al 1956 (con interni in 9 scompartimenti a 6 posti con divani di velluto rosso; posti 54); 7. ABz 51 83 31 70-903-1; 8. Bz 51 83  2271 962-7 carrozza del 1964; 9. Bz 20236 carrozza salone del 1929; 10. Bz 39033 carrozza di 2 cl. del 1907 e ricostruzione del 1948 nei colori bruno /isabella degli anni delle F.S. 1935/56 (con arredi in divani in legno e scritte in giallo/rosso; posti 78); 11. Cz 37315 carrozza di 3 cl. del 1907 e ricostruzione 1948 nei colori bruno/isabella degli anni delle F.S. tra il 1935/56e scritte in giallo/rosso ( posti 79); 12. Bz 36859 carrozza di 2 cl. del 1906 e ricostruzione 1929 nei colori bruno/isabella degli anni delle F.S. tra il1935/56 e scritte in giallo/ rosso (posti 79); 13. CIz 36499 carrozza di III cl del 1907 nei colori verde vagone/ nero e tetto in grigio cenere, proprio degli anni delle F.S. dal 1906 al 1935 (con scritte sulla cassa in gallo/rosso e sul telaio in bianco avorio; interno con 8 divani a 3 posti in pelle marrone ; posti 24); 14. CIz 36503 carrozza di III cl. del 1906 nei colori verde vagone/nero e grigio cenere,  degli anni delle F.S. tra il 1906 e 1935 (con scritte sulla cassa in giallo/rosso e sul telaio in bianco avorio; con interni con 8 divani a tre posti in pelle marrone; posti 24); 15. DUz 95013 postale per treni rapidi del 1934, nei colori bruno/isabella tra il 1935/56 (con punto di ristoro e sala per attività didattiche-culturali affidate all’ATSP-Onlus); 16. DI 86417 postale per treni locali del 1931, nei colori bruno/isabella degli anni tra il 1935/56 (adibito a sede sociale ambulante dell’ATSP- Onlus ed a mostra di foto d’epoca). I posti in totale sono 450. Altri rotabili storici funzionanti sono: locomotiva a vapore (Gr 835 327  del 1921  di proprietà dell’ATSP); Locomotive: 1. E 636 407  locomotiva elettrica a CC del 1961, nei colori dell’isabella e dei carrelli neri; 2. E 424 243 locomotiva elettrica a CC  del 1948 nei colori anni 80; 3. D 443 1011 in servizio alla Cargo, in affidamento all’ATSP; 4. 216 0016 carrello da manovra  del 1959. Carrozze e bagagliai:1.Bz 36366  carrozza di 2 classe con 8 divani a 3 posti ciascuno in velluto rosso del 1906 e ricostruzione 1928 (posti 24). 2. Dm 82 882 postale per TM del 1927.
Carri storici: 1.carro Ibes 83 FS 8036 222-0 pieno di scorte del 1958; 2.carro Ghks 42 83 165 0484-6 pieno di scorte del 1927; 3.carro Ghms 42 83 163 4629-9 pieno di scorte del 1928. In totale il DRS di Taranto possiede 25 rotabili. Le rotabili storiche delle Ferroviere del Sud Est sono la locomativa 1.BB 159 locomotiva diesel del 1959 e le carrozze: 1.Bz   602  Carminati & Toselli del 1936; 2.Bz   604  Carminati & Toselli del 1936: 3.Bz  608  Carminati & Toselli del 1936; 4.Bz  612  Carminati & Toselli del 1946; 5.ABz 757 Carminati & Toselli del 1936; 6.ABz 760 Carminati & Toselli del 1936; 7.ABz 759  Carminati & Toselli del 1936. Inoltre, appena radiate, saranno cedute alla A.T.S.P., ( Associazione Treni Storici Puglia)- Onlus di  Taranto, le carrozze Ad 52 Breda; Ad 72 Breda; 3.570 OMS e n.5 carri. Ma ecco un pò la storia di questa associazione, E’ nata giuridicamente il 23/5/2003 presso uno studio notarile di Taranto, dove 18 soci fondatori diedero vita all’ATSP-Onlus, per gestire insieme a Trenitalia il parco storico dei rotabili che le stesse persone avevano individuato raccolto e restaurato a proprie spese sotto il consenso della Direzione Regionale di Bari. La storia incomincia, però, da molto più indietro. Insieme ad altri appassionati leccesi si lanciò l’idea di raccogliere rotabili che erano accantonati nei depositi pugliesi e di storici e di trovare un sito dove far iniziare una specie di museo ferroviario.
Si dette inizio così ad un sodalizio che li vide in stretta collaborazione con l’allora Ufficio Museale di Roma che faceva capo all’Ing. Piero Muscolino che approvò e sostenne il progetto. E così si fondò nel 1997 a Lecce l’AISAF (Associazione Ionico Salentina Amici della Ferrovia) e si scelse come luogo di raccolta l’ex impianto dismesso della Squadra Rialzo di Lecce, facendo arrivare quei rotabili che si riuscirono a recuperare. Rotabili che furono sottoposti ad una lenta operazione di restauro.
I soci tarantini erano però impossibilitati ad intervenire nei lavori di restauro per via della distanza tra le due città; e così nacque il progetto di realizzare un treno storico funzionante, come esistente in tante parti dell’Italia, facente capo al Deposito Locomotive di Taranto. A questo progetto si dedicarono tutti i soci Jonici. L’idea era davvero improba. I tempi erano di forte cambiamento nelle Ferrovie dello Stato e si temeva che non si sarebbe riscontrato interesse nella dirigenza di Bari. In verità questo non avvenne. Il progetto venne accolto, prima freddamente, poi con più interesse.
L’AISAF si sdoppiò, così,  in due sezioni: una leccese (legata al progetto museale statico) e l’altra tarantina (legata al progetto del treno storico di Trenitalia).
Si dovette lottare e combattere contro la demolizione selvaggia delle tante carrozze e locomotive e dopo tante fatiche arrivarono da Foggia nel febbraio del 2002 otto carrozze centoporte facenti parte del treno della Croce Rossa, e quindi tutte vuote che furono miniera per le tre centoporte che arrivarono a Taranto sempre da Foggia con arredi e suppellettili in stato disastroso.
Sempre da Foggia arrivarono, in seguito, altri rotabili (sempre in condizioni indescrivibili) e l’E 636 318, che insieme alla E 626 185 furono messe in ordine di marcia e immesse poi nel parco storico di Trenitalia.
Dopo circa quattro anni di duro e silenzioso lavoro, lavoro fatto dai propri soci e a proprie spese, sui binari del deposito di Taranto era pronto il convoglio storico, composto da due locomotive elettriche, tre bagagliai, una carrozza di 1 classe (tipo 21000 del 1931) e 5 carrozze 36000 (tipo 1928 R). La Direzione del Trasporto Regionale di Bari di Trenitalia ne constatò la bontà del prodotto e appoggiò la richiesta di istituzione di un treno storico per la Puglia e la Basilicata agli Uffici competenti di Trenitalia che non potettero far altro che approvare ed assegnare ufficialmente al D.L. di Taranto l’assegnazione di tutti i rotabili suddetti.
A questo punto per coadiuvare Trenitalia nel programma dei treni storici si doveva fondare giuridicamente un associazione che operasse libera dalle decisioni di Lecce; e pertanto si dette vita all’ATSP- Onlus. Il 7 luglio 2003, nella sede della Direzione Regionale di Trenitalia di Bari, si procedette alla stipula della convenzione che coadiuvava Trenitalia nel programma dei Treni d’epoca. Molteplici e complessi i compiti  dell’Associazione A.T.S.P.-Onlus Taranto. Essi sottostanno sia agli scopi statutari che a quelli legati alla Convenzione con Trenitalia. Per quanto riguarda gli scopi statutari, l’impegno dei soci è a carattere volontario, senza fini di lucro, culturale ed apolitico e perseguono finalità di solidarietà sociale nello svolgimento delle loro attività; promuovono e organizzano Treni Storici per la Puglia e la Basilicata e tutte le iniziative ad essa collegate per scopi culturali, didattici e turistici; provvedono al reperimento ed alla conservazione del materiale ferroviario di peculiare interesse storico e scientifico (che non è il solo materiale rotabile), da utilizzare esclusivamente per i treni storici e al loro funzionamento; provvedono alla diffusione della conoscenza del mezzo ferroviario  anche al fine di incentivarne l’uso; promuovono e organizzano studi e pubblicazioni sulla storia delle comunicazioni su rotaia e organizzano attività didattiche di accompagnamento e guida a bordo dei treni. Per gli impegni assunti con la Convenzione con Trenitalia, collaborano nell’ambito dell’effettuazione di servizi di trasporto previsti dal programma “Treni Storici”, mediante l’utilizzo di locomotive e carrozze d’epoca.
Inoltre si attivano con la loro opera di volontariato alla conservazione di beni culturali, quali i rotabili storici, facenti parte dell’archeologia industriale del nostro paese e della nostra storia, tramite l’espletamento di attività ausiliarie (concordate con la Direzione di Bari) e di supporto alla programmazione, alla commercializzazione e all’effettuazione dei treni d’epoca.
Come si vede gli impegni di questa associazione sono molteplici ed onerosi; spesso oscuri che la maggior parte della gente non conosce o ne è del tutto ignara.
Innanzitutto è un’associazione uguale a tutte quelle Associazioni Onlus che operano a scopi sociali e per il bene del prossimo. “Anche noi, infatti (ci ha detto il presidente Serrano), ci prodighiamo per la cura e la “salute” dei Beni Culturali, e di tutto quello che ruota attorno, che tanto servono all’uomo per  progredire e a fare meglio. Noi abbiamo voluto con la nostra opera volontaria e con il nostro associazionismo porre un rimedio  alla scellerata opera dell’uomo verso i Beni culturali dell’archeologia industriale che sono distrutti con impietosa disinvoltura. Il passato serve ad essere conosciuto per progettare un futuro migliore; chi non conosce la Storia è costretto a riviverla. Da ciò si evidenzia il nostro compito che è quello di offrire la conoscenza di un bene che è stato per i nostri padri il loro presente, e che con tanto amore e sacrificio ci hanno consegnato, di cui, ora, noi abbiamo il dovere  di custodirlo e di farlo conoscere in tutti i suoi aspetti. Noi non costruiamo un modello del passato, ma facciamo rivivere quel tipo particolare del passato, perché i nostri treni sono quelli degli anni trenta”.
Sembra strano ma la ferrovia, e tutto il mondo che ruota intorno ad esso, è tutto questo. Una locomotiva paradossalmente è un concentrato di scienza, di tecnologia, di ingegneria, di politica, di sociologia, di urbanistica, di ecologia, di letteratura, di musica, ecc.
“La nostra è un’attività verso gli alti (ci ha detto ancora il presidente Oreste Serrano) con scopi altamente sociali e affettivi. E’  entusiasmante osservare i tanti passeggeri di una certa età che hanno viaggiato sui nostri treni; hanno un’area nostalgica, spesso anche struggente, ma estremamente felice per quello che noi riusciamo loro a donare. Forse i giovani sono più staccati e insensibili; è anche ovvio, ma fino ad adesso ci hanno ricambiato con il massimo rispetto del treno, e ciò vuol dire che hanno riconosciuto il valore del nostro lavoro. Purtroppo, come tutti i bei sogni la nostra “storia”  ha sempre il rischio di durare poco. Abbiamo pochi mezzi economici che non ci permettono di realizzare quello di cui ci proponiamo; poi dobbiamo fare i conti con la penuria di Soci che si dedicano ai lavori davvero pesanti sui rotabili. Ma anche nelle altre attività, in quanto ci vogliono persone competenti e preparate affinché l’Associazione funzioni secondo le  leggi dello Stato italiano. E così qualche volta sogniamo ad occhi aperti, quello che vorremo che fosse il “nostro treno”. Ma vediamo in concreto in che cosa consiste l’ attività di questa associazione. Il Presidente, sentito il gruppo Direttivo dell’Associazione, analizza le competenze e le abilità dei suoi Soci e le loro aspirazioni, e le utilizza per i fini sopra menzionati, distribuendo le cariche e le responsabilità.
Il Presidente, così, si avvale di collaboratori che  diventano suoi referenti e responsabili per i lavori sui rotabili, per le attività d’officina, per il marketing e la commercializzazione, per le pubbliche relazioni, per le questioni giuridiche ed economiche, per l’informatizzazione.
Ogni Socio sa così a chi riferirsi per svolgere la sua attività in modo proficuo.
Se si decide di fare alcuni lavori su un rotabile, si discute con tutti i Soci frequentatori ogni aspetto dell’operazione; poi si stende un programma e si sottopone all’approvazione di Trenitalia.
Quando il tutto è definito, iniziano i lavori veri e propri; e a ognuno di coloro che hanno deciso volontariamente di prestare mano d’opera, viene attribuito un specifico settore di lavoro che porterà avanti da solo sino al compimento. Per altre attività i soci sono più indipendenti; per la cura, la manutenzione si attengono alle norme e collaborano con il personale d’officina; per la commercializzazione utilizzano tutte le loro risorse e le loro iniziative. Ed è proprio qui che scoprono la loro debolezza; ci vogliono uomini preparati in diversi settori del marketing, del commercio e della giurisprudenza. Sembra semplice organizzare un treno, ma è una cosa difficile e costosissima per le looro tasche, per cui fanno un passo alla volta, con molta attenzione e con molta volontà di fare esperienza. Ma di concreto,  cosa hanno fatto?
In questi tre anni di attività hanno messo in ordine di marcia due locomotive, l’E 626 185 e l’E 636 318; hanno restaurato sei vetture da cima a fondo e ripristinate nel loro aspetto originale: sono l’Az 21006, Bz 36366,Bz 36859, Bz 39033, Cz 37315, CIz 36503, CIz 36499; tre bagagliai hanno ricevuto lo stesso trattamento: il DUz 95013, DI 86417, Dm 98882; attualmente stanno lavorando al restauro dell’ultima carrozza recuperata anni or sono: la Az 20236; inoltre hanno un magazzino scorte.
Da sottolineare che tutto questo è fatto con le loro esigue risorse, che allo stato delle cose realizzate sembrano notevoli. Invitiamo i nostri lettori a diventarne soci e a sostenere le loro varie iniziative, soprattutto quelle dei lavori sui rotabili. Chiedono qualsiasi collaborazione a coloro che tengono a cuore gli scopi che abbiamo illustrato.
Per ora si accontentano di quello che sono e di quello che sono riusciti a fare, e a contare sulle loro risorse che hanno loro permesso di arrivare sin qui. Complimentarci al presidente e a tutti i soci.

 

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