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Esposto Agcom, Bersani: "O arriva una risposta o mi arrampico sul tetto del garante per la comunicazione”

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Bersani a Pavia per sostenere il candidato Bosone: “A Milano si vince. C'è un'aria buona e in Lombardia ci toglieremo una soddisfazione. Dopo le elezioni non vogliamo più sentir parlare di processi brevi, norme per evitare i referendum e false discussioni sulla Libia. Noi vogliamo parlare di lavoro"
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"O arriva una risposta o mi arrampico sul tetto del garante per la comunicazione". L'avvertimento arriva dal leader del Pd, Pier Luigi Bersani che, a margine di un incontro elettorale a Pavia, ricorda l'esposto fatto all'Agcom, l'Autorità garante per le telecomunicazioni per "la vergogna della sproporzione della presenza nei telegiornali e anche, la furbesca impaginazione delle notizie". Per avere una garanzia di imparzialità, il Pd dunque, ha presentato un esposto e attende una immediata risposta, altrimenti vedremo Bersani "sui tetti". "Si è visto che sono capace a farlo. Non succeda quest'ultima settimana quello che è successo alle regionali. Né sui Tg nazionali, né su quelli regionali, perché siamo allo scandalo. Qui non è la Bielorussia".

Milano e Pavia. Non ha dubbi sull'esito positivo per il Pd alle prossime elezioni comunali a Milano, Pier Luigi Bersani: "Sono tre mesi che dico che a Milano si vince mi prendevano per un matto tre mesi fa, ma io lo ribadisco". Questo ottimismo Bersani lo allarga agli esiti di tutta la Lombardia: "Mi aspetto uno splendido risultato. E' un po' di mesi che dico che siamo molto più forti di quel che si pensa comunemente. C'è un'aria buona e in Lombardia ci toglieremo una soddisfazione". E tutto questo nonostante la sproporzione dell'investimento fatto dal centrodestra per la campagna elettorale. Questo problema riguarda come è noto, soprattutto Milano. Lì "il rapporto di forza - ha detto Bersani - in termini di spese elettorali è 10 a 1, Davide contro Golia. Così come il rapporto di forza nelle Tv, nei Tg, è assolutamente inaccettabile, spropositato".

Da Piazza Vittoria a Pavia, il leader democratico ha voluto sostenere Daniele Bosone, candidato del centrosinistra alle prossime elezioni provinciali di Pavia. “Queste sono elezioni importanti per la vostra Provincia, ma in prospettiva anche per l'Italia. Il giorno dopo il voto il centrosinistra dovrà avere la forza di dire: adesso parliamo dei problemi del Paese e non più di quelli di Berlusconi”.

“E dopo le elezioni - ha aggiunto Bersani - non vorremo più sentir parlare di processi brevi, norme per evitare i referendum od ascoltare false discussioni sulla Libia. Noi vogliamo parlare di lavoro. In Italia oggi c'è poco lavoro e scarsa redditività. Bisogna cambiare politica economica”.

Bersani ha ricordato le proposte del PD: ''Noi puntiamo sull'abbassamento fiscale per redditi bassi e pensionati ed un piano per le piccole opere che possa aiutare i Comuni. E, per favore, il centrodestra non ci venga a spiegare il rigore: noi abbiamo sempre sistemato i conti che loro avevano disastrato. E' uno scandalo che l'Italia sia il paese che cresce meno in Europa e, allo stesso tempo, continui ad essere in testa alla classifica dell'inflazione. C'è troppo lavoro precario in giro: lo conferma il 30% della disoccupazione giovanile. La nostra proposta è quella di ridurre le spese per le imprese che garantiranno lavoro stabile ed aumentarle invece per chi impiega solo precari”.

Berlusconi e processo Mills. Il leader ha voluto anche fare una battuta sulla comparizione muta del presidente del Consiglio al tribunale di Milano per il processo Mills. La sua presenza in aula non è che una “rappresentazione”.

"Berlusconi sta trasformando anche questo in rappresentazione - ha detto il segretario - però credo che non funzioni più. Questo continuo stressare i suoi problemi calcolando quanto gli serva esserci o non esserci in termini di comunicazione, audience e spettacolo, è una cosa ormai deprimente". "Il centrodestra - ha concluso Bersani - pagherà questo tradimento verso i problemi reali dei cittadini".

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