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Vomero: addio definitivo alla libreria Guida Merliani

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            “ Oramai è questione di giorni e nei locali che un tempo ospitarono la libreria Guida in via Merliani al Vomero, dove di recente sono iniziati i lavori per la nuova destinazione d’uso, non resterà neppure l’insegna. Fino ad oggi, ad oltre due anni di distanza dalla chiusura, in verità non si era mai spenta la speranza che in quei locali potesse rinascere una libreria, seppure con un’altra denominazione “. Questa l’amara constatazione di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, il quale, nel gennaio del 2012, per salvare la storica libreria lanciò  sul social network Facebook un appello dal titolo “ No alla chiusura della libreria Guida Merliani “ al link: http://www.facebook.com/events/317192791645004/ nel quale era contenuta anche una vera e propria petizione alle istituzioni, Regione e Comune in testa, affinché, come già fatto in altre Regioni e Comuni d’Italia, si ponessero in campo interventi, anche a carattere legislativo, per evitare la scomparsa delle botteghe storiche dai quartieri partenopei, a partire proprio dalla libreria che era stata presente al Vomero per circa 40 anni “.

 

         “ Moltissimi furono gli interventi a favore dell’iniziativa con oltre 700 iscritti  – ricorda Capodanno -. In molti  di essi si esprimeva anche viva preoccupazione per la sorte dei dipendenti della libreria vomerese, in un momento già difficile per l’economia del Paese “.

 

         “ Purtroppo – continua Capodanno –, nonostante che la questione fosse sul tappeto da tempo, le istituzioni rimasero sorde agli appelli o si mossero con estremo e discutibile ritardo. Tutto ciò non consentì ovviamente che si  potesse arrivare ad una soluzione che evitasse la chiusura o che si trovasse un’alternativa per la permanenza della libreria nell’ambito del Vomero, evitando così la graduale e sistematica scomparsa di uno dei pochi luoghi d’incontro e di socializzazione ancora presenti sul territorio del quartiere collinare e che, invece, avrebbero dovuto far parte del patrimonio storico e culturale di tutto il capoluogo partenopeo “.

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