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MARGINALMENTE n. 152 del 7.ott.2017

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LA CHIESA? IN FONDO A SINISTRA!

 

 

 

 

 

 

Oh bene, finalmente: il Papa sta fondando un partito. Per la verità è una mia azzardata (nonchè ironica) ipotesi, però qualche dato a supporto di questa tesi ce l’ho. Partiamo dalla visita a Bologna di domenica scorsa. Il Papa ha detto chiaramente che non bisogna votare i partiti populisti. Già questa è una indicazione che neanche il Presidente della Repubblica può concedersi e, infatti, Mattarella avrà mille difetti, ma simili licenze non se le concede. Inoltre, cerchiamo di esaminare le conseguenze di tale indicazione papalina. I partiti indicati come populisti (termine che aborro e utile solo a discriminare: non lo userei neanche per Renzi, tanto per dire!) solitamente sono il Movimento cinque stelle e la Lega. Se diamo l’indicazione di non votare il M5s già tagliamo fuori un terzo degli italiani che votano. Io tremo al pensiero di Di Maio presidente del Consiglio, ma non mi sogno minimamente di mettere fuori da questo nuovo “arco costituzionale” (qualcuno ricorda?) un terzo circa degli elettori. Poi c’è la Lega, populista numero uno, ma le stesse cose della Lega - più o meno – le dice Fratelli d’Italia. E siccome i due, Salvini e Meloni fanno e faranno alleanza di centrodestra con Berlusconi e il suo Forza Italia, ecco che nel calderone dei “populisti” dobbiamo mettere tutto il centrodestra: un altro terzo degli elettori. Mìzzica signor tenente, e chi rimane? Ecco che il gesuita Bergoglio, Sommo Pontefice della Santa Chiesa Cattolica per volere dei signori cardinali, dà in realtà una indicazione abbastanza chiara agli italiani: scegliete di votare o per il Pd o per Fratoianni-Pisapia-D’Alema, ovvero ciò che sta ancora più a sinistra del Pd. Se ho intuito bene, andrebbe meglio Fratoianni di Renzi. Ho ricordato che Papa Francesco è un gesuita perché non bisogna dimenticare quanto due gesuiti palermitani influenzarono una stagione politica italiana spostando i cattolici ex Dc a sinistra sino all’abbraccio con l’ex Pci.

GIORNALISTI: ECCO COSA SCRIVERE

Ma il Papa ha dato delle direttive anche alla stampa italiana (quando si scende in politica, per prima cosa bisogna mettere la mordacchia a quei fetenti di giornalisti: Grillo docet). Ha detto che bisogna finirla di scrivere di cronaca nera. Voi direte: che c’entra la missione della Chiesa, il Vangelo di Cristo, ecc. con la cronaca nera? Eh dài! Proprio ingenui! La cronaca nera è piena di immigrati che stuprano, che ammazzano, che con la mafia nigeriana hanno preso il controllo dello spaccio di cocaina in diverse zone del Paese, che organizzano e sfruttano la prostituzione delle loro donne, che ogni tanto compiono in Europa una piccola strage a favore dell’Isis, ecc. E’ vero, sono brutte cose che fanno anche gli italiani (tranne le stragi), ma la sproporzione fra 60 milioni di indigeni (che siamo noi) e i cinque milioni che sono loro fa apparire noi italiani ius sanguinis come dei cherubini. Allora ecco che al Papa, al quale non bastano gli immigrati che ci sono, ma ne vuole ancora di più, molti di più, tutto ‘sto parlare di immigrati che stuprano, spacciano, aggrediscono poliziotti, e via di questo passo, dà molto fastidio.

LA MORALITA’? AL GRANDE FRATELLO VIP

Allora…allora magari, cari  colleghi, scrivete del Grande Fratello Vip. Sì, perché se non lo sapete (meglio per voi se non seguite!), il concorrente Marco Predolin è stato prima ammonito perché ha preso in giro l’attempato gay Cristiano Margioglio  (e si sa, “non nominare il gay invano”) poi  è stato cacciato dalla casa del GF perché “Ha bestemmiato!”. Sembrava di vedere Caifa che si stracciava le vesti urlando “Ha bestemmiato!”. Ovvio , non si bestemmia. Ed è bello che ci sia tanto rigore nella trasmissione che nella sua prima edizione mandò in diretta un sesso orale coperto da una tovaglia. Eh, la morale è la morale e va rispettata. E la bestemmia di Predolin? Ha detto “mannaggia” – ha spiegato corrucciato il labbro a canotto-di-migranti di Ilary Blasy (se non lo sapete, Ilari Blasy è il nome del canotto, poi sotto c’è attaccato tutto il resto…)  Ma perchè “mannaggia” è una bestemmia? “Perché – ha spiegato paziente il “canotto” – il suo antico significato era “male te ne aggia, male te ne abbia”, quindi una maledizione. Ho così appreso, con grande dolore, che mio padre e mia madre e mia nonna sono tutti all’inferno perché quand’ero piccolo e facevo una marachella mi dicevano (sorridendo, gli ipocriti!) “mannaggia a te, monello”. Oddio, non è che monello è un’altra bestemmia?

AVVENIRE ASSUME IL CAPO DEGLI ATEI

E poiché da cosa nasce cosa – a proposito delle scelte editoriali del Papa -  ecco che Avvenire, il quotidiano della Cei (conferenza episcopale italiana, l’organismo dei vescovi!) ha arruolato tra i propri collaboratori di lusso il capo degli atei, quel Sergio Staino, vignettista, già direttore de l’Unità e presidente dell’Uaar, l’Unione atei e agnostici razionalisti. E’ come se l’Isis assumesse come proprio portavoce la buonanima del cardinale Siri. Il vignettista di specchiata fede comunista e atea, disegnerà per il giornale dei vescovi alcune strisce di fumetti in cui viene rappresentato un Gesù non figlio di Dio (Staino è presidente degli atei, che cavolo!) ma una specie di giovane hippy capellone che invece di lavorare come falegname nella bottega del babbo se ne va a zonzo con gli amici a fare il profeta.

Intanto, mentre la rossa Valeria Fedeli firma la prefazione a un libro di discorsi del Papa sull’educazione e la scuola, Il Manifesto (dico: Il Ma-ni-fe-sto) va in edicola con un libro di Papa Francesco “Terra, casa, lavoro”. Questo volume contiene discorsi “socialisti” di mons. Bergoglio dedicati ai movimenti popolari sudamericani.

E  - infine - per non essere da meno, le edizioni Pasoline  (che stampano i foglietti delle messe) domenica scorsa hanno fatto trovare  un elogio di Martin Lutero nel 500esimo anniversario della riforma protestante. “Le due Chiese esprimono gratitudine per i doni spirituali e teologici della riforma protestante”. Siamo all’oste  che loda il vino della cantina concorrente. Naturalmente, tutto questo amore fra le due Chiese poggia su “l’accoglienza dello straniero”: il chiodo fisso della Chiesa di Francesco.

Io, come cattolico, sarò anche censurabile, ma tutto ciò che ho riferito sono fatti, non opinioni personali.

Antonio Biella

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