Privacy Policy politicamentecorretto.com - Quando l’Abruzzo divenne “Stars & Stripes”

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Quando l’Abruzzo divenne “Stars & Stripes”

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 

VENERDI 13 luglio alle ore 18.30,  appuntamento con la storia abruzzese negli Stati Uniti.

Al Museo delle Genti d'Abruzzo, Via delle Caserme, 24  si terrà la presentazione del libro “ABRUZZO STARS&STRIPES” realizzato da Generoso D’Agnese, Geremia Mancini e Dom Serafini.

Il volume edito per i tipi della casa editrice teramana Ricerche&Redazioni nella Collana  “Il senso della vita” diretta da Massimo Pamio, vedrà presenti  gli autori.

 L'evento è  promosso dall'Associazione APP Abruzzo e si inserisce nelle attività internazionali dell'Associazione. La Partecipazione libera e gratuita.

 

Il libro nel primo volume, racconta in 64  biografie  le  vite esemplari di abruzzesi costretti a emigrare negli Stati Uniti per tanti motivi e rappresenta il primo di due volumi che raccolgono le testimonianze di quasi 200 corregionali che hanno conquistato il loro sogno americano. Nel libro vengono presentate storie eccezionali e spesso ignote alla grande storia, dall’impresa epico-eroica di Louis Carrozzi, che attraversò a piedi tutto il continente americano (partendo dalle Pampas argentine), alle  straordinarie carriere cinematografiche come  quella di Vincenzo Pelliccione, controfigura di Chaplin, dalle esperienze tragiche dei fratelli Al e Turzo Francese saliti sul Treno degli orfani, alle vite intrise di grandi ideali come quella di Virgilia D’Andrea o di grandi conquiste professionali come quella di Al Zampa (cui è dedicato il secondo ponte italiano  negli USA, dopo quello di Verrazzano) Gli appassionati di storia, di sociologia e del romanzesco non saranno delusi; neanche i più curiosi, quelli a caccia di novità che scopriranno notevoli figure di italo-americani delle quali si erano perse le tracce, perché avevano cambiato i loro nomi e cognomi, anglicizzandoli. Uno sguardo al passato, per meglio comprendere il presente di una comunità regionale ricchissima di talento artistico e di grandi spunti emotivi.

 


Invia commento comment Commenti (0 inviato)