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Vomero: grande partecipazione alla Via Crucis Maggiore attenzione alle tradizioni popolari della collina

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            “ Diverse centinaia di persone hanno partecipato ieri sera alla Via Crucis al Vomero – dichiara soddisfatto Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Una manifestazione molto popolare, che richiama sempre tantissima gente, e che si è svolta partendo da piazza degli Artisti per arrivare, attraverso le varie tappe, in piazza Vanvitelli “.

 

            " L'unico appunto negativo - sottolinea Capodanno - è dovuto al fatto che diverse strade poste lungo il percorso, a partire da via Luca Giordano, erano praticamente al buio, illuminate solo dalle insegne degli esercizi commerciali e dai tabelloni pubblicitari, visto che l'impianto di pubblica illuminazione, così come già accaduto nella serata precedente, era in gran parte spento ".

 

            “ Si recupera ancora una volta l’identità del quartiere collinare con la valorizzazione di alcuni appuntamenti, pure di natura religiosa, che hanno scandito nei secoli addietro il tempo degli abitanti della collina – prosegue Capodanno -. Come la processione, tipicamente vomerese, chiamata “ Mistero di Antignano “, che nel giorno di Pasqua, anche in passato, ha richiamato al Vomero tanti napoletani e molti turisti. Una festa antichissima che Bidera nel suo libro scritto nella metà dell’ottocento faceva risalire ai tempi di Carlo d’Angiò “.

 

“ La storica processione di Gesù Risorto – ricorda Capodanno - inizia con i fedeli del quartiere che portano in spalla quattro statue, realizzate in legno dipinto: il Gesù Risorto, la Madonna, Santa Maddalena e S. Giovanni Evangelista. La processione, partendo dalla piazzetta Andrea Belvedere al Vomero vecchio, sede della Cappella dell'Arciconfraternita del SS. Rosario, attraversa le principali strade del quartiere: da via Cilea per via Gemito fino ad arrivare a largo Antignano, dove si svolge una tradizionale funzione religiosa. La processione tocca poi via Giordano, via Scarlatti e piazza Vanvitelli fino al rientro nella Cappella dell'Arciconfraternita “.

 

“ Anche se è difficile – conclude Capodanno - immaginare col traffico caotico dei tempi attuali, la possibilità di svolgere manifestazioni di questo genere, ciò non pertanto bisognerebbe fare uno sforzo per recuperare e promuovere riti e tradizioni antiche pure per incentivare la socializzazione tra le persone, come ulteriore strumento nella lotta alla criminalità e alla delinquenza “.

 


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