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Centro Tau Uno spazio aperto a tutte le culture

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di Fabio Sortino

 

Offrire uno spazio d'accoglienza, di gioco, di crescita per i ragazzi di alcune tra le aree più depresse di Palermo: il “quadrilatero” Cipressi, Ingastone, Danisinni.

È questo l'obiettivo del centro Tau. Ce ne parla il responsabile Francesco Di Giovanni.

 

"Sì - dice Di Giovanni - in effetti quest'area è contrassegnata da una forte povertà educativa, oltre che materiale che deriva da generazioni di abbandono di questi quartieri.

 

Quali sono stati i progetti più significativi che avete realizzato?

Abbiamo lavorato in sinergia con Save the Children per il programma “Illuminiamo il futuro”,rivolto a ragazzi e bambini tra i 6 e i 16 anni, gestendo uno dei 23 punti luce sparsi in Italia. Abbiamo, inoltre una rete di collaborazioni con diverse realtà europee che lavorano per l’infanzia e con i giovani.

 

Com'è sviluppato il vostro progetto?

Il progetto è diversificato e si basa su cinque assi riassunti dall'acronimo C. L. I. M. A., cioè Cittadinanza, Linguaggi, Innovazione, Movimento, Arte. In relazione a questi cinque assi i ragazzi si impegnano nei cinque giorni della settimana. Per esempio per il linguaggio studiano l'italiano e l'inglese. Per quanto riguarda la cittadinanza  ci si concentra  sulla partecipazione, l'impegno sociale, il lavoro. I ragazzi approfondiscono anche l'informatica, la danza e la musica.

 

Quanti ragazzi avete?

Più di 300 di tutte le fasce d'età, in prevalenza dai sei ai 25 anni.

 

In conclusione, come si può definire il centro Tau?

È uno spazio aperto, di inclusione sociale. Da noi per tutti è possibile partecipare senza distinzione né di cultura, né di appartenenza. In sostanza -  conclude Di Giovanni  - si accolgono tutte le diversità. 

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