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Rosy Bindi fotoreporter: «L'emergenza rifiuti è finita così?»

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Il presidente del Pd di fronte ai cumuli di immondizia nel cuore dell'agro aversano. Montagne di sacchetti ricoprono le strade di Cesa, Casapesenna, Casal Di Principe, Parete


Dinanzi all'ennesima piramide di immondizia, Rosy Bindi ha fatto fermare l'auto. E' scesa, ha sfoderato una piccola macchinetta digitale, ed ha cominciato a scattare. «Altro che problema risolto, i rifiuti sono ancora tutti qui, per le strade della provincia di Caserta. Queste foto serviranno a smascherare le bugie di Berlusconi». Il tour elettorale del presidente del Partito Democratico in compagnia del consigliere regionale Nicola Caputo, si è trasformato così in un reportage fotografico.

CUMULI DI SACCHETTI - I cumuli di sacchetti ricoprono le strade di Cesa, Casapesenna, Casal Di Principe, Parete, nel cuore dell'agro aversano, e il presidente del Partito Democratico ha dovuto farsi aiutare anche da altri fotografi al seguito. «Governo e maggioranza si sono vantati per mesi di aver affrontato e risolto l’emergenza rifiuti in Campania», ha osservato Rosy Bindi. «A quasi un anno da quella catastrofe ambientale, qui a Caserta le strade sono piene di rifiuti. Lo stesso è accaduto all'Aquila, dove le strade sono ancora ricolme di macerie. Dove sono i risultati? I problemi sono ancora tutti aperti. La verità è che questo governo quando si tratta degli interessi di tutti i cittadini dimostra la propria efficacia solo a parole, con una buona propaganda. I fatti li riserva solo per tutelare gli interessi del presidente del Consiglio».

PROTESTA DEGLI ADDETTI AL CONSORZIO - I rifiuti tornano ad inondare le strade della provincia di Caserta a causa della protesta degli addetti al Consorzio Unico del bacino Napoli e Caserta, l'ente consortile che si occupa della nettezza urbana delle due province. La mobilitazione è cominciata martedì della settimana scorsa, e coinvolge circa 1300 lavoratori che rivendicano due mesi di stipendio arretrato. Ogni giorno si registrano blocchi stradali e sit in di proteste nei due capoluoghi. I cumuli di “munnezza” nel frattempo crescono: «La situazione è disastrosa in tutta la Regione – ha commentato l´assessore regionale all´ambiente Walter Ganapini - con la fine dalla emergenza rifiuti decretata dal governo e l´abbandono della Protezione Civile, la Presidenza del Consiglio ha lasciato un debito di 2 miliardi di euro. Debito che a Roma non vogliono riconoscere. L´avevo detto da diversi mesi che alla fine i nodi sarebbero arrivati al pettine».

Articolo tratto da il "Corriere della Sera"

Foto reportage

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