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PRIMI SEGNALI POSITIVI DAL RINNOVO DEL PATRIMONIO RESIDENZIALE E DALLE GARE D’APPALTO. Ma nel Lazio la crisi per il settore delle costruzioni non è ancora finita

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Roma, 19 aprile 2011. “Alcuni comparti dell’edilizia nel Lazio cominciano finalmente a mostrare segnali di ripresa. A fare da apripista è stato nel 2010 il mercato della riqualificazione e del recupero, seguito poi nei primi tre mesi del 2011 dal settore dei lavori pubblici”.

A dichiararlo è il presidente dell’Ance Lazio Urcel (Unione regionale dei costruttori edili del Lazio), Stefano Petrucci, in occasione della presentazione del quarto numero di Edicola (Edilizia e Costruzioni nel Lazio), la newsletter promossa dall’Associazione in collaborazione con il Cresme, alla presenza del vice presidente e assessore all'urbanistica della regione del Lazio, Luciano Ciocchetti.

 

“I dati emersi dallo studio Cresme - commenta l’Assessore regionale all’urbanistica Luciano Ciocchetti - evidenziano un flebile miglioramento, che può diventare trainante anche per gli altri comparti del settore. A mostrare segni positivi è il rinnovo, che ha importanti implicazioni di tipo ambientale e sociale: con il cambio di destinazione d’uso degli immobili si può infatti migliorare l’assetto urbano e dare una risposta concreta all’emergenza abitativa. L’approvazione del Piano Casa regionale può favorire questo processo, velocizzando il recupero degli edifici non residenziali dismessi. È poi necessario sbloccare i finanziamenti per le opere pubbliche e accelerare la realizzazione delle infrastrutture in stand by, come la Roma Latina e la Cisterna Valmontone, attraverso uno snellimento delle procedure”. 

 

“Sul fronte del mercato privato abbiamo assistito a una decisa ripresa del comparto del rinnovo. Nel 2010 nella nostra regione sono cresciute infatti dell’8,2% le domande di agevolazione fiscale per la riqualificazione edilizia, ma soprattutto sono aumentati del 9,2% gli investimenti nel rinnovo residenziale - prosegue Petrucci -. Legata a questo trend è anche la maggiore vivacità del mercato immobiliare laziale che, dopo quattro anni, ha fatto registrare nel 2010 una crescita delle compravendite del 7,5% rispetto al 2009.

 

 

Non mancano, purtroppo, elementi negativi. “Continua - sottolinea il Presidente dei costruttori del Lazio - la forte sofferenza sul fronte della nuova produzione edilizia, sia residenziale che non residenziale, contrattesi nel 2010 rispettivamente del 12,2% e del 14,3%. Particolarmente grave è la situazione in termini di investimenti nelle nuove abitazioni che, secondo il Cresme, si sono ridotti del 38% rispetto al 2008”.

Forti preoccupazioni restano legate all’andamento del mercato del lavoro. Prosegue l’emorragia dei posti di lavoro e si riduce il numero delle imprese iscritte alle Casse edili. Nella provincia di Roma nel periodo ottobre 2010 – gennaio 2011 (ultimi dati disponibili) si sono perse, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quasi 600.000 ore di lavoro, l’occupazione delle imprese iscritte è diminuita del 10,6%, con l’uscita di circa 5.000 lavoratori e sono “scomparse” 513 imprese.

 

Persistono, inoltre, le preoccupazioni per l’andamento del mercato dei lavori pubblici, la cui situazione recessiva era stata già denunciata da ANCE Lazio con il numero precedente di EDICOLA. “Sul fronte delle opere pubbliche e in modo particolare per quanto riguarda le infrastrutture di mobilità - conferma Petrucci - restano tutte da risolvere le questioni procedurali e finanziarie. Ci aspettiamo un impegno particolare a spendere le risorse già stanziate e disponibili, così come ad accelerare i meccanismi decisionali in grado di sbloccare le diverse situazioni di impasse. Siamo convinti che una maggiore attenzione al nostro settore possa concretamente rendere cantierabili molti lavori così da consentire di sostenere il tessuto imprenditoriale laziale, ma anche di contribuire a ridare vigore all’economia regionale, oggi in fase recessiva”.

 

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