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Carfagna voterà la legge PD contro l'omofobia bocciata dalle destre

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Stop in commissione Giustizia al testo, il governo si spacca: il ministro alle Pari Opportunità annuncia che sosterrà la proposta dei democratici. Paola Concia, promotrice del testo si dimette da relatrice della legge. E accusa: "Adesso l'Europa ci riderà dietro".
 

Stop in Commissione giustizia della Camera al testo unificato della legge contro l’omofobia messo a punto da Paola Concia: 26 i no e 17 i sì, contro hanno votato i parlamentari di Pdl, Lega e Responsabili. Dal centrodestra si smarca il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, la quale dichiarato che in Aula voterà a favore del testo del PD. «Adesso l'Europa ci riderà dietro», è stato il primo commento di Paola Concia «Volevano un rinvio dell'esame, ma è assurdo. Già il 4 maggio lo avevamo rinviato a oggi. E poi il testo base è depositato da sei mesi, da novembre, possibile che non abbiano avuto il tempo di leggere i due articoli che lo compongono e di rifletterci? Hanno avuto un tempo infinito e non è servito a nulla nemmeno il monito di Napolitano».
E dopo il no della commissione Giustizia della Camera anche al nuovo testo contro l'omofobia presentato in serata, Anna Paola Concia, si è dimessa da relatrice. Il testo riproduce fedelmente la normativa europea in materia, ma la maggioranza ha bocciato anche questa ultima mediazione che estende l'aggravante non solo a chi commette reati contro omosessuali e transessuali, ma anche nei confronti di categorie come i più anziani e i disabili. Che era poi in testa agli appunti mossi da alcuni esponenti della maggioranza. Nuova delusione, dunque, per Anna Paola Concia che si è dimessa dall'incarico di relatore.Eppure dal presidente della Repubblica, infatti era arrivata l’esortazione, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, lo scorso 17 maggio, a «non sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica». Numerose le reazioni da parte di esponenti del Pd al “no” del centrodestra in commissione Giustizia: Dario Franceschini, capogruppo dei Democratici alla Camera, nel dichiarare che il Pd porterà comunque la legge in Aula (la discussione generale è prevista lunedì), ha puntualizzato che “questo è un argomento che non dovrebbe dividere politicamente. Eppure la maggioranza, dopo le tante parole spese contro l’omofobia, fa marcia indietro. È incomprensibile. Le parole della Carfagna, che è il ministro competente, dimostrano lo stato confusionale in cui versa la maggioranza”.

 

"Il governo Berlusconi è imbarazzante. Ci avvicina alle dittature africane e ci allontana dall’Europa ogni volta che si discute di diritti civili -accusa il responsabile Diritti nella segreteria PD, Ettore Martinelli -il Partito democratico continuerà la battaglia per l’uguaglianza delle persone a fianco della società, che si dimostra ogni volta più avanti di questa destra medievale".


Per Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd, "la cosa inspiegabile è che loro in aula assicurano di volerlo cambiare "in meglio", ma qui in Commissione hanno votato, invece, gli emendamenti soppressivi. Perchè?» In una nota, Debora Serracchiani, europarlamentare del Pd, ha messo in evidenza che al “Pdl e alla Lega non interessa arginare le continue aggressioni e gli insulti contro le persone omosessuali: è sconfortante che all'indomani del giorno dedicato alla lotta contro l'omofobia, nonostante il richiamo alto e ineccepibile del Presidente della Repubblica, Napolitano, il Pdl e la Lega non abbiano sentito l'esigenza morale e civile, prima ancora che politica, di dare una risposta alla violenza e alla discriminazione di genere”. Sottolinea l'esponente del Partito democratico: "Il nostro Paese fara' un autentico salto di qualita' quando nodi basilari di civilta' come la lotta all'omofobia saranno patrimonio di tutte le forze politiche, nei fatti e non solo a parole". A giudizio di Barbara Pollastrini, il comportamento del centrodestra in Commissione è stata dimostrazione “di straordinario cinismo”. L’esponente del Pd ha anche ricordato che “nella scorsa legislatura la Commissione giustizia, col voto di una parte consistente della destra, aveva approvato la legge contro lo stalking e contro l'omofobia; ora, dopo anni di discussione, questa maggioranza arretra persino rispetto a se stessa. Siamo alla bocciatura di norme – ha concluso la Pollastrini - che in tutta Europa sono state approvate da tempo, con governi di ogni colore politico”. Duro il commento di Michele Meta, ad opinione del quale “fino a quando il Paese sarà governato dai rappresentanti del Pdl e dalla Lega sarà impossibile fare qualsiasi riforma di buon senso. Sse poi parliamo di iniziative a contrasto dell'omofobia e a difesa dei diritti degli omosessuali, le speranze sono davvero vane”. Anche per la deputata Pd Pina Picierno la battaglia contro l’omofobia va avanti, anche “oggi in commissione Giustizia si è consumata l'ennesima forzatura vergognosa della maggioranza nei confronti di un provvedimento che si limita a introdurre dei principi a tutela dell'uguaglianza dei cittadini e contrari alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale”.

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