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IL MINISTRO SACCONI DIFENSORE DEL MONOPOLIO DELLE FARMACIE?

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SPERIAMO DIFENDA ANCHE I CONSUMATORI!

 

 

Come prima uscita pubblica da ministro della Salute, il ministro Maurizio Sacconi si distingue per una presa di posizione a favore della corporazione dei farmacisti titolari di farmacie e non degli utenti del Sistema Sanitario Nazionale e piu' in generale dei cittadini.
Un pronunciamento non inatteso visto che l'allora opposizione tento' tutto il possibile contro i  decreti Bersani e le liberalizzazioni piu' in generale. Il nostro ministro preferisce prestare piu' attenzione all'organizzazione rigida delle farmacie e non a quello che accade nel resto del mondo, e che la stessa Autorita' Antitrust ha da anni suggerito al legislatore italiano. Non esistono motivazioni di sicurezza e di tutela dei cittadini per non ampliare l'offerta dei farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione medica anche ad altri punti vendita. Il decreto Bersani prevede l'obbligo della dispensazione da parte di un farmacista, facendo cadere anche le false motivazioni sui rischi che il cittadino facesse abusi di acquisti di farmaci senza necessita'.
Dispiace che il ministro Sacconi non consideri i vantaggi evidenti per i cittadini: piu' possibilita' di accedere all'acquisto avendo piu' punti vendita a disposizione anche a orari diversi da quelli rigidi delle farmacie, piu' concorrenza e, di conseguenza, maggior risparmio per le tasche degli italiani. Nei primi mesi del 2007 i prezzi dei farmaci da banco sono gia' calati dell'11%, speriamo che il ministro oltre a rassicurare i farmacisti si occupi anche dei consumatori!

Invia commento comment Commenti (3 inviato)

  • Inviato in data franco, 29 Giugno, 2008 15:37:57
    Tre belle notizie : In puglia hanno abbassato il Quorum per le farmacie di nuova istituzione. In Francia il nuovo contratto-base per il '08 per i Farmacisti dipendenti è 2300 euro. Viva il vento del federalismo
  • Inviato in data carlo, 28 Giugno, 2008 10:44:09
    La timida liberalizzazione dei farmaci da banco ha portato tantissimi vantaggi economici, facendo risparmiare tanti bei soldini ai consumatori italiani. Noi ci auspichiamo una più potente liberalizzazione sia dei farmaci che delle farmacie. Al riguardo si potrebbe: 1) Liberalizzare l'apertura delle farmacie, in modo che il farmacista possa esercitare la propria professione senza i vincoli odierni.Oggi la farmacia è basata su ereditarietà di una concessione governativa o vendita della concessione a prezzi esorbitanti ed ormai impossibili. I territori sono stati suddivisi come i feudi medievali e nessuno deve accedere a tale feudo: principio della pianta organica. 2) dopo aver liberalizzato la pianta organica, vendita di alcuni farmaci otc, in piccole confezioni e in apposita lista speciale, in tutti i negozi,autogrill ecc. anche senza farmacista. In questo modo viene valorizzata la figura del farmacista in farmacia e al contempo si riuscirà a far risparmiare anche i cittadini dei piccoli centri. 3) Aiuto da parte dello Stato delle farmacie rurali più piccole, che sono le più sacrificate. Se lo Stato ci tiene ad avere farmacie anche in piccoli paesi (principio dell'universalità della farmacia),deve aiutarle in modo considerevole. Applicando le 3 regole di cui sopra si modernizzerebbe moltissimo a vantaggio del cittadino il servizio farmaceutico italiano
  • Inviato in data dino, 06 Giugno, 2008 12:29:46
    1- il prezzo al pubblico non è più unico sul territorio nazionale, mentre i produttori hanno aumentato il prezzo di cessione 2- la liberalizzazione ha portato gravi danni alle tasche degli italiani soprattutto alla maggior parte che vive lontano dai supermercati, mentre i farmacisti dipendenti non possono vendere che i prodotti che impongono i proprietari delle catene congrave nocumento alla salute dei cittadini