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Laura Garavini da Roma - Newsletter n° 9

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Care democratiche e cari democratici in Europa,


per me è stata una sorpresa. Poco prima della seduta inaugurale della Commissione Antimafia il vertice del gruppo PD mi ha chiamato per propormi di assumere la carica di capogruppo. Da new entry è già una sfida affrontare il lavoro da deputata ‘normale’. Dopo solo sei mesi in Parlamento fare la capogruppo, per di più in una commissione come l’Antimafia, particolarmente sotto i riflettori, è un passo estremamente impegnativo. Ho chiesto un po´ di tempo per riflettere, durante il quale ho pensato anche al discorso che avevo tenuto appena tre giorni prima a Lucerna, davanti alle donne delle ACLI in Svizzera. Ero intervenuta sull’argomento Donne e lavoro dicendo: “È tempo che noi donne ci rendiamo disponibili ad assumere delle responsabilità e a ricoprire dei ruoli importanti, anche se assumersi responsabilità è spesso legato a grandi sacrifici”. Allora, coraggio! Mi sono confrontata con Antonello Soro, Marina Sereni e Marco Minniti sull’impostazione del lavoro da fare e ho accettato.

Il mio “programma” da capogruppo nella Commissione Antimafia

Da capogruppo voglio innanzitutto garantire un buon gioco di squadra tra i componenti del PD nella Commissione e valorizzare così le grandi competenze che abbiamo al nostro interno. Alcuni di noi, come De Sena, Lumia, Achille Serra e Carofiglio, hanno ricoperto ruoli di grande prestigio e sono impegnati da anni nella lotta alla criminalità e nell’antimafia. Al primo incontro di Presidenza della Commissione come priorità del nostro lavoro ho proposto il legame fra mafia e politica, il rapporto fra mafia ed economia puntando sullo sviluppo sociale del Sud ed ho proposto inoltre di potenziare la lotta alle mafie a livello internazionale. La mia controparte in qualità di Presidente della Commissione è un politico espertissimo come Giuseppe Pisanu, già ministro degli Interni. Penso che la mia nomina a capogruppo sia un segnale di come il PD faccia sul serio nel dare spazio alle nuove generazioni.

Il Governo distrugge le scuole e i corsi di lingua all’estero

Nonostante il nuovo incarico come capogruppo l’impegno per gli italiani in Europa rimane in cima all’agenda del mio lavoro parlamentare. Questo mese nel dibattito sulla Finanziaria sono intervenuta in aula sulle scuole italiane all’estero e sui corsi di lingua e cultura. I tagli del Governo Berlusconi rischiano di distruggere le strutture nella formazione e nella cultura che noi italiani in Europa abbiamo creato negli ultimi decenni. È una politica che tratta noi italiani residenti all’estero come se fossimo un peso. Non entra nella testa di Berlusconi e di Tremonti: gli italiani nel mondo non sono un peso, ma una risorsa, i soldi per le scuole e i corsi di lingua all’estero non sono una spesa, ma un investimento! Noi deputati PD eletti all’estero, facendo di nuovo lavoro di squadra, abbiamo presentato una serie di emendamenti a favore delle nostre comunità, che sarebbero costati tutti insieme 0,04 miliardi di Euro. Personalmente sono stata prima firmataria di un emendamento volto a ripristinare i soldi per le scuole e i corsi di lingua e cultura. Il Governo ha rifiutato tutte le nostre proposte. Alla faccia della gratitudine. Ogni anno dagli emigrati in Europa arrivano in Italia, solo di pensioni, 3,2 miliardi di Euro. E questo Governo non vuole ridare nemmeno quattro soldi agli italiani all’estero. È una vergogna!

Con i nostri giovani davanti a Palazzo Chigi

C’era un bel gruppo, l’altro giorno, davanti a Palazzo Chigi ad alzare la voce contro i tagli agli italiani all’estero. Un gruppo di ragazzi che stanno partecipando in questi giorni alla Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo si è unito in modo spontaneo al CGIE per farsi sentire in piazza. Perché giustamente questi ragazzi dicono: è assurdo parlare in una conferenza sul futuro dei giovani italiani all’estero se, contemporaneamente, il Governo con la sua politica finanziaria sta tagliando le gambe proprio a questo futuro. Insieme agli altri deputati PD eletti all’estero mi sono unita volentieri a questa protesta. E i nostri giovani non erano soli. Anche i sindacati dei pensionati proprio nello stesso giorno hanno organizzato in tutto il mondo una “Giornata di mobilitazione per i diritti e la dignità dei pensionati e degli anziani italiani residenti all’estero”. Sono state proteste che hanno impegnato ambasciate e consolati in 28 paesi. Giovani e anziani insieme contro i tagli. Mai prima un Governo è riuscito in così poco tempo a farsi così tanti oppositori fra gli italiani nel mondo.

Più vicina la doppia cittadinanza per tutti gli italiani all’estero

Ogni piccolo successo che riusciamo a strappare a questo Governo è importante. In questo senso sono contenta della risposta alla mia Interrogazione sulla doppia cittadinanza. Per la prima volta il Governo Berlusconi si è impegnato pubblicamente a denunciare la Convenzione di Strasburgo. Questa denuncia che noi del PD chiediamo ad alta voce e che è stata avviata già sotto il Governo Prodi, è il presupposto affinché tutti noi italiani in Europa possiamo prendere la cittadinanza del paese di residenza senza essere più obbligati a rinunciare al passaporto italiano. Cioè diventare cittadini a pieno titolo, lì dove viviamo, senza dovere tagliare i ponti con le nostre radici. In alcuni paesi, come la Germania e la Svizzera, godiamo già di questo privilegio. Il mio impegno è di estenderlo ai connazionali in tutta Europa.

Consiglio a Berlusconi: vai dai giovani italiani di Madrid e Berlino!

Anche questo mese ho continuato i miei incontri con le comunità italiane in Europa. Sono stata in Svizzera, in Spagna, in Francia e in Germania. Sono incontri che offrono sempre discussioni interessanti, nuove amicizie e spesso anche delle bellissime sorprese. Una di queste è stata incontrare gli alunni della scuola italiana a Madrid. Sono attivissimi contro i tagli del Governo Berlusconi (anche mettendosi in rete con altre scuole italiane all’estero). Mi hanno impressionato per la loro intelligenza e la loro energia. Altrettanto piacevole è stato l’incontro con gli alunni italo-tedeschi della Einstein-Europaschule di Berlin, dove abbiamo discusso, insieme all’ospite Don Cozzi dell’Associazione Libera, della mafia e della legalità. C’era voglia di sapere, voglia di imparare. Bisognerebbe portare qua Berlusconi per fargli capire cosa intendiamo noi del PD quando diciamo che questi ragazzi sono una risorsa per l’Italia. L’incontro a Berlino faceva parte di “Viva!”, una serie di incontri sull’antimafia che abbiamo organizzato insieme a diversi ristoratori e ad altri italiani nella capitale tedesca, avendo come ospiti personaggi di rilievo come Vincenzo Conticello, Antonio Ingroia, Michele Curto e Giuseppe Lumia. Un grazie di cuore per l’immenso impegno che hanno investito nell’organizzare queste iniziative va a Fabio Angilé e Pino Bianco, ma anche a Mauro Crocco, a Luigino Giustozzi, a Gherardo Ugolini e al Direttore dell’Istituto di romanistica dell’Università Humboldt di Berlino, il professore Dieter Kattenbusch.

Partecipa alla costruzione del PD nella tua città e nel tuo paese

In tutta Europa stiamo procedendo alla costruzione del PD a livello dei singoli paesi. La settimana scorsa ho partecipato all’incontro a Stoccarda (vedi il mio discorso) a cui erano presenti ben 18 circoli della Germania. La cosa più bella: fra i partecipanti c’erano ex-ds, ex-Margherita e altri che con la nascita del PD si sono (ri-)avvicinati alla politica, uno accanto all’altro in un’atmosfera costruttiva ed amichevole. È proprio questo lo spirito aperto col quale mi auguro possano crescere tutti i circoli, tutti i coordinamenti che nascono in questo periodo. Il nostro regolamento del PD-mondo prevede che in questi mesi, entro marzo, procediamo con le primarie all’estero eleggendo i segretari a livello locale e a livello paese. Faccio appello a tutti voi di partecipare alle discussioni, di andare a votare, ma anche di impegnarvi in prima persona nei nostri organi di rappresentanza, a livello locale e non solo. Perché il PD siamo noi. Il successo del PD dipende anche da te.

High noon per Veltroni? Penso proprio di no

Il 19 dicembre ci incontriamo a Roma per la Direzione Nazionale. La stampa descrive quest’incontro come una resa dei conti, come una sorta di high noon dove si deciderà il destino di Veltroni. Non mi aspetto nessuno scontro da far west, ma una discussione costruttiva su come andare avanti uniti. Personalmente, come ho detto nel mio discorso nell’ultima Direzione Nazionale, vorrei che Veltroni continuasse il suo lavoro, vorrei che ai vertici del partito ci presentassimo più uniti e che nel nostro lavoro politico puntassimo ancora di più su argomenti che toccano la vita quotidiana della gente: scuola e formazione, lavoro, sicurezza sociale, ma anche l’ambiente. Un altro argomento che tratteremo il 19 sarà la collocazione del PD in Europa. Non ne ho mai fatto un segreto: vorrei che il PD stesse dentro ad un PSE rinnovato e allargato, perché il PSE (con l’SPD tedesca, il Labour inglese, il PSOE spagnolo, il PS francese ed altri) secondo me è la grande forza riformista in Europa. Inoltre nell’ultima campagna elettorale, come me, tanti di noi italiani-europei hanno fatto l’esperienza che sono stati proprio i singoli partiti del PSE a sostenere il PD in Europa. Ma l’argomento della collocazione internazionale del PD è un argomento sensibile, perché per tanti di noi tocca la propria storia politica. È importante tenere conto di queste sensibilità. Sono fiduciosa che Veltroni il 19 ci presenterà una soluzione proprio in questo senso. Una soluzione che unisce e non divide il partito. 
 

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