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Torna il Lodo Alfano

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Dichiarato illegittimo, torna il provvedimento di scudo giudiziario nei confronti di Berlusconi. Questa volta a rimetterci restano i Presidenti di Camera e Senato. A pochi giorni dalla lite con Fini sembra difficile parlare di casualità. Orlando: ”L’annuncio di oggi segna ulteriormente la distanza tra l’agenda del governo e della maggioranza e i veri problemi del servizio giustizia e del Paese”
 
“Dialogo per le riforme condivise”: una frase senza senso o il solito spot pubblicitario? No nulla di questo, bensì l'ennesima ammissione di una colossale menzogna portata avanti dal fallimentare governo Berlusconi. Il Lodo Alfano, bocciato dalla Corte Costituzionale per illegittimità, esce dalla porta e ritorna dalla finestra. Un nuovo ddl, questa volta di natura costituzionale sebbene non vada ad intaccare minimamente la Costituzione, sarà presentato ad horas dalla maggioranza con le firme del capogruppo Maurizio Gasparri e del vicario Gaetano Quagliariello.

Morale della favola, un nuovo testo di legge fatto di soli tre articoli riproporrà lo scudo giudiziario nei confronti del presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri. Ironia della sorte è la concomitanza del nuovo disegno con l'esclusione “dell'immunità” temporanea per i Presidenti di Camera e Senato. Forse che i rapporti tra Berlusconi e Fini hanno avuto qualunque ripercussione nella stesura della normativa??? La giustificazione addotta ricalca invece l'obiezione della Corte Costituzionale secondo cui lo scudo giudiziario esteso alla seconda e terza carica dello Stato, doveva essere esteso anche ai parlamentari.

Tecnicamente il ddl prevede che il procedimento giudiziario vada comunque avanti. Il magistrato dovrà comunicare alla Camera di appartenenza (Senato o Camera) del parlamentare o del ministro l'avvio del processo. A questo punto, la Camera avrà 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato.
Il ddl prevede che sarà il Senato, nel caso di un ministro tecnico, la Camera di riferimento per la decisione.

Un primo commento alla nuova pensata ad personam della maggioranza di governo è arrivato da Andrea Orlando, presidente del Forum Giustizia del Pd. “Altro che riforme, sul terreno della giustizia la maggioranza e il governo mostrano le loro vere intenzioni e annunciano che, dopo l’indegno capitolo della legge sulle intercettazioni, si aprirà quello della riproposizione del Lodo Alfano. La verità è che la maggioranza non riesce ad andare oltre gli interventi finalizzati a risolvere i problemi del premier e dei suoi amici, intanto le carceri esplodono, la giustizia civile è al collasso, le risorse e il personale per il funzionamento del servizio civile sono ampiamente al di sotto delle necessità minime. L’annuncio di oggi segna ulteriormente la distanza tra l’agenda del governo e della maggioranza e i veri problemi del servizio giustizia e del Paese”.

A.Dra

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